I rintocchi delle campane della chiesa madre di Vaglio Basilicata, in provincia di Potenza hanno scandito il dolore della piccola comunità nel giorno dei funerali di Maria Vittoria Carbone, la 57enne uccisa dal figlio Giampiero Santamaria giovedì 19 agosto a Tito. In un paese in lutto cittadino, parenti, amici e conoscenti della donna le hanno voluto dare l’ultimo saluto durante una cerimonia segnata dalla profonda commozione e dall’ancora palese incredulità su come la tragedia si sia consumata.
Il delitto è avvenuto nella casa di Santamaria, persona affetta da disturbi psichici che secondo la confessione fornita agli inquirenti, avrebbe ucciso la madre colpendola con un pugno e sbattendo il capo sul pavimento al termine di una lite.
Dal sagrato della chiesa madre il parroco don Teodosio Avigliano nell’omelia ha parlato di una comunità con il cuore spezzato e la mente smarrita di fronte all’inconcepibile dramma di Maria Vittoria.
È difficile trovare risposte né giustificazioni logiche e naturali perché non è naturale che una madre muoia con una morte così violenta, ha aggiunto il sacerdote prima di analizzare con lucidità cosa ha portato alla tragedia richiamando tutti ad una responsabilità collettiva.
Quando esiste una fragilità va accompagnata e assistita, solo così il confine tra sofferenza e tragedia si annulla, ha detto don Teodosio, il prezzo pagato da questa madre è altissimo – ha aggiunto – le nostre società non posso più permettersi il lusso del rinvio o della indifferenza.
Il parroco ha poi lanciato un appello all’attenzione e alle cure, bisogna monitorare presidiare, ascoltare non girarsi dall’altra parte, curare non significa solo prescrivere una terapia ma garantire servizi di assistenza. Trasformare il dolore in protezione attiva perché – ha concluso il sacerdote – ogni volta che lasciamo sola una madre a gestire una mente ferita la stiamo condannando al martirio.
Intanto Santamaria è detenuto nel reparto psichiatrico del carcere di Bari, nei prossimi giorni si procederà in incidente probatorio ad una perizia sulla capacità d’intendere e di volere dell’uomo, un accertamento indispensabile alla luce delle condizioni di un paziente già seguito da tempo presso il centro di Igiene Mentale


