Ritmi lenti, spazio per il tempo e la riflessione, leggere, cantare, incontrare persone e confrontarsi. E’ il consueto vortice di esperienze che sembrano accadere ma che in realtà sono organizzate e ben pensate quelle che succedono ad Aliano in provincia di Matera in occasione del festival “La luna e i calanchi”.
Nota come la festa della paesologia, pensata e costruita dal poeta, scrittore e regista Franco Arminio, La luna e i calanchi non va vissuto né descritto come uno spettacolo al quale assistere o come la presentazione di un libro alla quale partecipare, ma è un festival costruito con un’idea collettiva che può esistere solo se collegata al borgo isolato tra i calanchi.
Infatti questo paesaggio lunare fuori dal tempo è parte indispensabile ed essenza stessa della manifestazione. Aliano luogo consegnato alla storia come il paese del confino nel 1935 di Carlo Levi, lì dove lo scrittore, pittore, medico e attivista politico antifascista ha maturato la sua questione meridionale conoscendo da vicino la profonda miseria e l’immobilismo del Mezzogiorno di quegli anni spunto della profonda riflessione del suo Cristo si è fermato ad Eboli.
Aliano ogni agosto in occasione del festival della paesologia arrivano in media circa 25 mila persone tra appassionati e turisti che ripopolano il piccolo borgo abitato ordinariamente da meno di 800 persone.
Un festival consolidato nel panorama nazionale e internazionale come ha spiegato il Luigi Di Lorenzo, con ospiti che vengono per donare la lor arte, la loro cultura e le loro conoscenze alla comunità tra Saggistica e cultura per la 16’ edizione del 2026, si alterneranno ospiti come Massimo Montanari, Gianfranco Viesti, Marcello Veneziani, Riccardo Staglianò, Antonio Spadaro, Andrea Di Consoli, ed ancora filosofia come Maura Gancitano e Andrea Colamedici, l’artista Gian Maria Tosatti e la curatrice Lucrezia Longobardi eventi associati a esibizioni di teatro, narrazione e musica


