Venerdì 31 luglio 2026 -“Oggi, 31 luglio,scade la procedura di composizione negoziata della crisi del gruppo CLN, aperta nell’agosto del 2025. Oggi, non a settembre. Al momento i lavoratori dello stabilimento ArcelorMittal CLN di Atella non hanno ricevuto una sola parola dalla Regione Basilicata”.
A denunciarlo è la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Alessia Araneo
Giorni fa- afferma Araneo in una nota – abbiamo scritto al presidente Bardi una lettera aperta con alcune richieste elementari: che la Regione rendesse nota la propria posizione e che convocasse un tavolo con l’azienda e le organizzazioni sindacali. Non è arrivata una risposta né un cenno né un rigo d’ufficio stampa. In una Regione che di comunicati ne produce ogni giorno, su questa vertenza non se ne è prodotto nessuno, se non quando c’era da celebrare.
Nel frattempo il quadro è peggiorato. L’incontro fissato per il 5 agosto è stato rinviato a data da destinarsi, e nessuno può ragionevolmente credere che venga recuperato nella settimana di Ferragosto: significa settembre, mentre la procedura chiude oggi, 31 luglio.
Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale – prosegue Araneo – il Governo ha esercitato i poteri speciali imponendo sette prescrizioni all’operazione, e sono le stesse organizzazioni sindacali metalmeccaniche a denunciare che quelle condizioni mettono a rischio l’occupazione. Dei circa quattrocento addetti dell’azienda, soltanto centosessantacinque lavorano negli stabilimenti piemontesi. Gli altri stanno altrove. Ad Atella, per esempio.
Qui la responsabilità politica ha un nome in più oltre a quello del presidente. L’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo, parlando l’8 giugno delle vertenze PMC e Brose, – ricorda Araneo – ha rivendicato «un confronto costante con il Governo, le aziende, le organizzazioni sindacali» e ha indicato la fine di luglio come termine per un passaggio decisivo a tutela dell’occupazione. È la stessa fine di luglio. È lo stesso Governo. È lo stesso comparto. Su Atella, nulla. Se quel confronto costante esiste, l’assessore dica che cosa ha chiesto e che cosa ha ottenuto; se non esiste, lo dica ugualmente, perché i lavoratori hanno il diritto di sapere se qualcuno si è mosso per loro o se sono rimasti soli.
Non è nostro compito sostituirci alle scelte del Governo nazionale, che riguardano un perimetro più ampio della Basilicata. È nostro compito, però,- prosegue Araneo – pretendere che la Regione sappia, chieda e riferisca. Un’amministrazione che rivendica quotidianamente di aver riportato la Basilicata al centro dei tavoli nazionali non può scoprire una vertenza industriale il giorno dopo la sua conclusione.
Le preoccupazioni dei lavoratori non vanno in vacanza. Le scadenze delle procedure non vanno in vacanza. Solo l’attenzione istituzionale, in questa regione, sembra avere diritto alle ferie.
Chiediamo – conclude Araneo – che il presidente Bardi e l’assessore Cupparo rendano pubbliche prima di domani la posizione della Regione e le iniziative assunte, e che i lavoratori di Atella vengano convocati e ascoltati. Continueremo a chiederlo ogni giorno, agosto compreso”.
Foto di copertina: stabilimento Atella


