La fiamma della iaccara accesa in piazza Matteotti ha illuminato come di consueto il cielo di Potenza al termine della Storica parata dei Turchi.
1.100 figuranti in abiti d’epoca per ricordare alcuni dei momenti più importanti della storia della città hanno composto, come tasselli di un mosaico di colori e partecipazione, il festoso corteo che dallo stadio Viviani, lungo un percorso di circa quattro chilometri, ha raggiunto il centro storico.
Una sfilata tra migliaia di spettatori che hanno rinnovato con la loro presenza alla festa in onore di San Gerardo La Porta quel senso di appartenenza alle proprie tradizioni.
L’edizione della parata del 2026 ha fatto registrare su finale una anomalia. Infatti da oltre 15 anni la parata si conclude anche con l’arrivo del tempietto del Santo davanti la cattedrale, lì in un momento di preghiera alla presenza del vescovo si formalizzava il passaggio simbolico dal rito pagano a quello religioso; quest’anno non ha però partecipato monsignore Davide Carbonaro né alcun rappresentante clericale. Non sono arrivate notizie ufficiali dei motivi dell’assenza ma qualora si trattasse di una scelta voluta sarebbe un segnale evidente di non voler rinnovare questa tradizione


