È stata scritta la parola fine alla lunga querelle tra Alessandro Galella e Donatella Merra per un posto da consigliere regionale di Basilicata. I fatti risalgono alle scorse elezioni regionali del 2024 quando entrambi erano candidati nella lista di Fratelli d’Italia per la circoscrizione di Potenza. Dopo lo spoglio e il successivo passaggio in Giunta di Carmine Cicala – meloniano con il maggior consenso nella provincia – Galella era entrato nel parlamentino lucano da primo dei non eletti, ma la sua nomina era stata da subito contestata da chi lo seguiva di pochi voti, appunto Merra.
Da qui prese il via una battaglia a suon di carte bollate e giudizi amministrativi con l’ex assessore alle infrastrutture del governo Bardi uno che contestava cinque schede – era questo lo scarto tra i due candidati – dichiarate nulle ma che secondo Merra erano da validare, garantendole così il sorpasso nelle preferenze rispetto al collega di partito.
Dopo il primo grado di giudizio il Tar di Basilicata aveva provveduto al riconteggio delle schede stabilendo una sostanziale parità tra i due con 4.056 voti ciascuno, un pareggio che aveva determinato l’ingresso in Consiglio da supplente a Galella in virtù del più alto posizionamento nella lista elettorale di Fratelli d’Italia rispetto alla ricorrente. Nel secondo grado di giudizio era stato poi posto all’attenzione del Consiglio di stato una ulteriore scheda che portava l’indicazione di Merra ma che – hanno confermato i giudici di palazzo Spada – conteneva dei segni distintivi, motivo di nullità.
Finalmente, dopo quasi due anni è finita la telenovela giudiziaria. Devo ammettere però che non è stato facile vivere con questo pensiero per così tanto tempo, ha commentato in un post Galella. Non è mancato infine una frecciata dal sapore di rivalsa con un pensiero rivolto dal consigliere a quelli definiti avvoltoi, che in attesa del cadavere, sono rimasti a bocca asciutta”.

