Le Organizzazioni Sindacali FIM, FIOM, UILM e FISMIC, insieme alla RSU di Smart Paper, annunciano che a partire da domani i lavoratori della Smartp@per incroceranno le braccia proclamando lo sciopero ad oltranza, con presidio permanente davanti alla Regione Basilicata a partire dalle ore 9:00.
Quanto sta accadendo nella gestione del cambio d’appalto delle attività legate a Enel rappresenta un fatto gravissimo e inaccettabile.
I lavoratori lucani non possono essere svenduti, per nessun motivo.
Questa vertenza non riguarda solo un cambio di appalto: riguarda la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, il futuro delle famiglie e delle comunità di questo territorio.
Non è accettabile che errori nella costruzione di una gara o nella gestione economica di una commessa vengano scaricati sui lavoratori.
Se la gara è stata costruita male dal punto di vista economico, non possono essere i lavoratori a pagare il prezzo di queste scelte.
Per questo chiediamo all’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, e al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di intervenire immediatamente e di ricevere una delegazione di lavoratori e delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche.
La Regione Basilicata deve mettere in campo tutte le azioni possibili nei confronti della committente Enel, affinché venga trovata una soluzione che garantisca continuità occupazionale, dignità e rispetto del lavoro.
Quello che si sta consumando rischia di diventare un vero e proprio macello sociale, che il territorio lucano non può accettare. È necessario che Enel si assuma le proprie responsabilità e che chi ha sbagliato paghi.
Non è tollerabile che gli errori della commessa vengano scaricati sui lavoratori attraverso condizioni peggiorative proposte dall’ATI Accenture/Datacontact, con il coinvolgimento maldestro anche della stessa Smart Paper.
Per questo domani i lavoratori consegneranno simbolicamente le proprie tessere elettorali, per chiedere alla politica, tutta e senza distinzioni di colore, di assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere il lavoro, un lavoro di qualità, dignitoso e rispettoso delle persone. I lavoratori lucani non sono merce e non possono essere sacrificati sull’altare di gare al ribasso. La mobilitazione continuerà fino a quando non verranno garantite soluzioni concrete a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.
