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Letto Lettera aperta di Maurizio Bolognetti ai cittadini lucani per il tramite di Bardi e del Consiglio regionale di Basilicata
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Politica

Lettera aperta di Maurizio Bolognetti ai cittadini lucani per il tramite di Bardi e del Consiglio regionale di Basilicata

Redazione 24 Febbraio 2026
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Martedì 24 febbraio 2026 – “Cose da non crederci. Un altro capolavoro dei nostri cosiddetti politici regionali”.
Così scrive in una lettera aperta ai cittadini lucani Maurizio Bolognetti, segretario regionale dei Radicali Lucani.
“Prima si assegnano un aumento di oltre 1900 euro (non sappiamo per quale ragione) su uno stipendio mensile di partenza di ottomila euro (più o meno); poi – prosegue Bolognetti – dopo qualche mese si assegnano (con la lodevole opposizione di una minoranza) un “mini” vitalizio che è molto vicino all’ entità di una normale pensione minima. Ed anche qui non ne conosciamo l’urgenza.
Ma come? Hanno tanto predicato sulla necessità di eliminare gli sprechi. Hanno fatto una riforma istituzionale. Hanno diminuito il numero di consiglieri da 30 a 20 (rendendo meno funzionale il lavoro dell’assemblea) per risparmiare soldi. E costoro che fanno?
Con obbrobriosi e subdoli atti fanno rientrare dalla finestra ciò che era stato cacciato dalla porta. Il tutto a fronte di un contesto territoriale dalle condizioni sociali ed economiche che definire da terzo mondo è un vero eufemismo.

Ma si può essere tanto disonesti? Vorrei chiedere al sig. Bardi e soci: ma un piccolo sentimento di vergogna non lo provate di fronte alla sfascio di questa sfortunata terra dove essere poveri è la condizione esistenziale della maggioranza della popolazione?
Vi atteggiate a statisti, vi indignate per qualche manifestazione di piazza e contemporaneamente vi lanciate come miserabili accattoni su qualsiasi occasione in cui c’è da arraffare.
Mi viene in mente l’immagine di quei morti di fame (e chiedo scusa a coloro che veramente non hanno nulla da mangiare) che appena vedono una briciola di pane gli si annebbia la vista e non capiscono più nulla.
Ma non vi vergognate di rubare ancora e ulteriormente soldi che aggiungete a emolumenti che basterebbero a pagare un bel po’ di stipendi a medici, infermieri e vigili urbani certamente più utili ai cittadini della Basilicata?
E con quale risultato poi? Quello di mantenere la nostra regione ai livelli più bassi di tutte le classifiche di sviluppo nazionali e internazionali. Una regione ricca di risorse naturali, di potenzialità produttive, di acqua, di verde e di cultura che quotidianamente vede fuggire i suoi giovani per mancanza di opportunità; una regione dove per bere un bicchiere d’acqua pulita devi raccomandarti l’anima a Dio e nella quale se hai la sfortuna di ammalarti anche superficialmente devi fare testamento a fronte di propagandati successi della sanità lucana.

Ha voglia l’assessore alla sanità – prosegue Simonetti – a sbandierare dati positivi che dovrebbero certificare una presunta qualità della sanità regionale. Queste chiacchiere le può raccontare a quelli come lui. Sono stato funzionario proprio nel suo assessorato per alcuni anni e so come si ricercano, si studiano e si interpretano i dati che lui vuole fare passare come fatti esemplari e se avrò tempo glielo dimostrerò io come si leggono i dati veri.

E allora -chiede Bolognetti – quale è la realtà? Ve la racconto. Il giorno 12 febbraio 2026 una cittadina luana ha tentato di prenotare alcuni esami tramite il CUP Basilicata. Gli appuntamenti che le hanno proposto andavano da ottobre 2026 a febbraio 2027.
A quel punto la suddetta ha rinunciato e, poiché in questo periodo si trova a Milano, ha tentato di ottenerli in questa città tramite il cup Lombardia. Risultato: il primo esame ha potuto farlo il giorno successivo alla richiesta e gli altri entro i 15 giorni successivi. Vi dice niente tutto ciò? Ha capito assessore quali sono i veri dati?

Ma tanto a voi cosa importa? La vostra vera vita si svolge tra Posillipo, Roma o altre amene località. Gli uffici regionali vi servono solo per timbrare il cartellino e dimostrare che ogni tanto ci passate dentro! Naturalmente non mi illudo che ciò che sto dicendo possa in qualche modo scalfire la vostra sensibilità.
A voi – prosegue Bolognetti – voglio solo ribadire l’augurio (peraltro già espresso in altra occasione) di provare sulla vostra pelle i disagi e i dolori che stanno provando i malati del nostro territorio e in particolare quelli oncologici (fra cui il sottoscritto) i quali senza adeguate cure, in questo contesto, sono in buona parte condannati a morte nonostante la competenza e l’impegno, a volte eroico, dei pochi medici e infermieri del servizio pubblico.

Mi rivolgo invece ai cittadini e ai malati e ai loro familiari che quotidianamente affrontano le sofferenze della loro condizione e che spesso rinunciano alle cure e all’assistenza, che potrebbero risolvere il loro problema, per mancanza di soldi e di servizi.
Amici e cittadini di Basilicata, vogliamo renderci conto che tutto questo spesso si traduce in una condanna a morte? Da parte di chi poi? Da parte di un ceto di incompetenti con stipendi favolosi pagati con i nostri soldi e che si permettono anche di offrirci spettacoli da buzzurri della peggiore specie come in occasione del consiglio regionale del 16 febbraio scorso dimostrando una totale mancanza di rispetto per l’istituzione e per coloro che in essa dovrebbero essere rappresentati.

Concludo. Ad occhio e croce, come dicevo prima, uno stipendio di partenza di un consigliere regionale dovrebbe aggirarsi intorno agli ottomila euro. A questi vanno aggiunti altri bei soldini come gettoni di presenza, partecipazione a commissioni ecc. che fanno lievitare notevolmente le cifre (ed anche su questo sarebbe bello un approfondimento).
Tutto ciò è assolutamente indecente di fronte ai gravi problemi di tutti i cittadini lucani, ma anche e soprattutto di fronte a chi per curarsi una malattia deve spendere almeno millecinquecento euro al mese per un monolocale a Milano (quando ne ha la possibilità) abbandonando la sua terra, i suoi affetti, la sua storia. Vergognatevi, consiglieri regionali”.

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