Associazioni, realtà della società civile, centri antiviolenza, sindacati, reti femministe, politici, insieme per contrastare la proposta di modifica dell’articolo 609bis del Codice penale sulla violenza sessuale, che – secondo i manifestanti – rischia di produrre un grave arretramento culturale, incidendo sulla vita concreta delle donne vittime di questi reati
Una mobilitazione permanente presentata con il claim “Senza consenso è stupro” per mostrare la contrarietà al cosiddetto Disegno di legge Buongiorno, che prende il nome dalla senatrice proponente. Una riforma del reato di violenza sessuale che, se approvata, sostituirebbe la fattispecie incriminatrice dall’attuale modello basato sull’assenza di consenso della vittima a quello del “dissenso” esplicito. Per i manifestanti si tratta di una norma che sposta il sospetto sulla vittima mentre, hanno sottolineato da Potenza, esiste il consenso delle donne e la loro autodeterminazione e quando queste mancano, c’è violenza.
Con un flashmob si è voluto simbolicamente recidere un filo risso simbolo di negazione, silenzio, paura e abusi per legarlo in un segnale di solidarietà e lotta con chi non vuole arrendersi e arretrare, portando avanti una battaglia prima di tutto di civiltà.
