Sabato 24 gennaio 2025 – “C’è solo un modo per limitare i danni economici derivanti dal freno all’accordo commerciale UE-Mercosur ed è la sua applicazione immediata provvisoria”: il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma (foto di copertina), commenta così il rinvio dell’entrata in vigore dell’accordo dopo il voto dell’Europarlamento di mercoledì scorso che ha investito la Corte di Giustizia Ue.
Dopo 25 anni di negoziati, all’inizio dell’anno era stato finalmente raggiunto l’accordo preliminare dei Paesi Membri che aveva fatto sperare in una rapida e positiva evoluzione.
Confindustria ha fortemente spinto in questa direzione, considerandola un’opportunità cruciale per le imprese italiane. La nuova sospensione allunga i tempi di ratifica e indebolisce le politiche commerciali europee, con possibili effetti negativi sulla fiducia degli operatori e sulle relazioni con partner economici di peso.
“E’ surreale – spiega il presidente Somma – la scelta di congelare l’apertura a nuovi mercati strategici in questo particolare momento storico, nonostante i risultati importanti conseguiti fino a ora in termini di adeguate garanzie e meccanismi di salvaguardia per il mondo agricolo. Avanzamenti raggiunti anche grazie al confronto costruttivo che il mondo dell’industria ha garantito.
Le barricate ideologiche a oltranza e le strumentalizzazioni politiche non sono pertanto tollerabili.
Dovremmo convergere tutti – prosegue Somma – sull’urgenza che l’Europa ha di rafforzare rapporti commerciali e capacità competitiva. Ritardare le ricadute di un accordo in grado di generare opportunità per la nostra industria, con il raggiungimento di nuovi mercati significativi per l’export e il rafforzamento delle catene globali del valore, ha conseguenze negative per imprese e cittadini.
E’ necessaria, da parte di tutti, una seria assunzione di responsabilità per superare in fretta questa situazione di stallo. Auspichiamo che tutte le istituzioni europee lavorino in sinergia per questo obiettivo.
Se siamo tutti convinti che serva un’Europa più competitiva, – conclude Somma -alla prova dei fatti non si può remare nella direzione opposta, con scelte che penalizzano soprattutto l’industria italiana. La tutela degli interessi generali del Paese deve venire prima di tutto”.

