BASILICATA – Il carrello della spesa in Basilicata corre più dell’inflazione: tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni essenziali sono aumentati del 24% e a pagarne il prezzo più alto sono le famiglie lucane a basso reddito. L’allarme lo lancia Federconsumatori che certifica come negli ultimi cinque anni, il costo della vita anche in Basilicata ha subito un’impennata pesando in modo sproporzionato sulle famiglie a reddito fisso, sui pensionati e su chi già fatica ad arrivare a fine mese. I beni di prima necessità, quelli che ogni giorno finiscono nei carrelli dei supermercati e nei sacchetti dei mercati rionali, hanno continuato a rincarare a ritmi sostenuti. Secondo le stime una famiglia media lucana ha speso nel 2025 circa 1.200 euro in più rispetto al 2021 solo per alimenti, energia e trasporti. Il “carrello della spesa” non è solo un indicatore economico, è un termometro sociale. Quando i prezzi dei beni essenziali crescono più dell’inflazione significa che le famiglie devono tagliare su altri capitoli di spesa – cultura, tempo libero, salute – per far fronte alle necessità quotidiane. Per contrastare il caro-vita e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie lucane, Federconsumatori Basilicata propone un pacchetto di misure articolato su più livelli: monitoraggio permanente dei prezzi, sostegno alle famiglie vulnerabili, educazione al consumo consapevole, sviluppo delle filiere corte, controlli più severi nei confronti della grande distribuzione e dei fornitori, educazione al consumo.
Basilicata, l’allarme di Federconsumatori su caro prezzi: “Aumento del 24%”

