Sabato 17 gennaio 2025 -Im merito alla segnalazione prodotta dall’Associazione “Territorio Attivo” dinanzi al Co.Re.Com. Basilicata, il Sindaco di Vietri di
Potenza, Crhistian Giordano (foto di copertina), interviene per chiarire la correttezza dell’operato dell’Amministrazione e ristabilire la verità dei fatti.
“L’attività di comunicazione istituzionale del nostro Ente è da sempre improntata ai principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento – sottolinea il Sindaco Christian Giordano – Utilizziamo i canali ufficiali con l’unico scopo di garantire ai cittadini il diritto a un’informazione puntuale su temi di interesse pubblico, come il progetto della videosorveglianza.
La pubblicazione alla quale si fa riferimento è una comunicazione puramente informativa e divulgativa, priva di nomi o intenti denigratori.
Il mio dovere come Sindaco e rappresentante della comunità, infatti, è quello di informare i cittadini su progetti cruciali, come quello della videosorveglianza per la sicurezza urbana, e di rettificare con forza informazioni false diffuse artatamente per creare allarmismo.
È singolare che il Co.Re.Com. — organo preposto alla garanzia e al controllo del sistema delle comunicazioni — abbia attivato con tale solerzia un procedimento su una questione del tutto estranea alle proprie competenze amministrative.
Mentre si avvia prontamente un intervento per rispondere a segnalazioni
pretestuose e prive di fondamento giuridico, nate con l’unico scopo di limitare il diritto-dovere di un Sindaco di parlare alla sua comunità, un sistema malato della comunicazione regionale, fatto di pressioni e logiche opache, non solo non viene bloccato, ma finisce per essere avallato.
Viviamo purtroppo in una regione in cui, se scegli di operare rigorosamente nel perimetro della legalità, tutto si complica. Se non ti adegui a certi meccanismi e non accetti determinate condizioni, la strada diventa tutta in salita.
Abbiamo assistito a una deriva pericolosa: gli strumenti di comunicazione, che dovrebbero servire a informare e far crescere la comunità, vengono troppo spesso utilizzati in maniera perversa, quasi come un’arma di pressione o di intimidazione contro chi sceglie di non allinearsi o di non ‘adeguarsi’ a logiche economiche o di potere consolidate.
Sono quelli i nodi che frenano lo sviluppo del nostro territorio, non certo l’informazione di servizio resa da un’amministrazione comunale ai propri cittadini. Credo sia giunto il momento di distinguere tra la dialettica politica costruttiva e i tentativi strumentali di intralciare l’azione amministrativa.
In un contesto simile, l’unica difesa che resta a chi vuole amministrare con le mani pulite è il ricorso alla magistratura, alla denuncia e alla querela.
Chi rappresenta le Istituzioni ha il dovere morale di non voltarsi dall’altra parte e soprattutto di non avallare certi meccanismi, poiché il diritto alla libera manifestazione del pensiero e il dovere di informare la cittadinanza non possono essere oggetto di censure amministrative.”

