Sono oltre 12 mila gli studenti lucani che dopo il diploma scelgono di continuare il percorso di studi universitario preferendo però le offerte formative degli atenei fuori dai confini regionali. Parliamo di circa sette laureandi su dieci.
12.208 sono per l’esattezza i ragazzi e le ragazze che si sono immatricolati in una regione diversa da quella di residenza, con una distribuzione del 73% di fuorisede. Ad analizzare gli spostamenti interregionali degli studenti universitari nell’anno accademico 2023/2024 è stata Skuola.net che ha elaborato i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca, consegnando alla Basilicata un triste primato di regione con un tasso di migrazione universitaria tra i più alti d’Italia.
Una condizione che obbliga ad una riflessione sui motivi di queste scelte che vanno ad incidere, sia nell’immediato ma soprattutto in prospettiva, su uno dei più annosi problemi della comunità lucana, ovvero lo spopolamento. Infatti statisticamente i ragazzi che scelgono di abbandonare la Basilicata per motivi di studio, difficilmente rientrano in regione preferendo le migliori opportunità occupazionali post laurea offerte soprattutto nelle regioni del Nord.
Dunque quali le ragioni? Sarebbe necessaria un’analisi più approfondita sulle cause anche sociali ma se si considera il puro elemento formativo, secondo la piattaforma Social Data che ha raccolto e analizzato 1.6 milioni di post e 44.5 milioni di interazioni online nel 2025, sul tema “università”, a livello nazionale tra le facoltà più richieste ci sono nell’ordine al primo posto Medicina con 2.3 milioni di interazioni, seguita da Economia, con 1.5 milioni e Ingegneria, con 1.1 milioni. Chiudono la Top 5 Psicologia, con 954 mila interazioni, e Giurisprudenza, 373 mila.
In Basilicata la giovanissima facoltà di medicina forma circa 80 studenti, a differenza dell’offerta in ingegneria che è più strutturata, mancano economia, giurisprudenza e psicologia. Un dato che aiuta a comprendere ma da solo non può essere sufficiente a spiegare i motivi di un esodo continuo.