Troppo basso il numero degli interventi di chirurgia senologica all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera a garantire l’apertura della Breast Unit per la quale ne servono almeno 150 all’anno, erano stati 43 nel 2025 nel reparto del nosocomio materano. Per questo motivo l’Azienda sanitaria materana aveva deciso di interrompere le operazioni, decisione che aveva portato ad un vibrante dibattito pubblico e alla costituzione di un comitato di donne ex pazienti oncologiche per tumore capofila della protesta contro l’Asm.
Acqua passata perché l’assessore regionale alla salute Cosimo Latronico ha annunciato durante una conferenza stampa che il servizio sarà ripristinato con i primi due interventi già programmati.
Ma allora cosa è cambiato? Nulla nei numeri molto nell’organizzazione sanitaria; infatti il dipartimento regionale per andare incontro alla richiesta di prossimità delle pazienti che si sarebbero dovute spostare solo per sottoporsi all’intervento negli ospedali di Potenza e Rionero, ha stipulato un accordo con l’Irccs Crob di Rionero in Vulture, l’unico istituto di ricerca a carattere scientifico della regione.
L’intesa già approvata dal ministero della Salute, punta a rafforzare la rete oncologica regionale siccchè il Madonna delle Grazie continuerà a rappresentare il primo punto di riferimento per le pazienti, occupandosi di screening, diagnosi precoce, controlli e terapie orali. Tutti gli interventi chirurgici saranno eseguiti direttamente all’ospedale di Matera, grazie alla collaborazione tra le varie unità operative come Chirurgia e Rianimazione con gli specialisti del Crob di Rionero. Una novità rispetto al passato riguarda altresì l’ampliamento dell’offerta con la possibilità di effettuare anche interventi di chirurgia plastica ricostruttiva dopo l’asportazione del tumore. “Assicuriamo il servizio con un team multidisciplinare in grado di garantire una presa in carico globale e una cura d’eccellenza per tutte le pazienti. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare il polo di chirurgia senologica di Matera, che a breve si integrerà anche con la radioterapia oncologica. La sanità lucana – conclude Latronico – risponde ai bisogni di salute dei cittadini”.

