Lunghi giorni di incontri e confronti con il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca, con l’assessore regionale all’istruzione Franco Cupparo e infine – quello risolutivo – con i vertici della cooperativa il Melograno. Sono stati questi i passaggi che hanno fatto i genitori dei piccoli che frequentano i due asili del capoluogo di regione lucano gestiti dall’omonima cooperativa.
In quello di via Tirreno tra il 2024 e il 2025 la Procura, su denuncia di una dipendente, aveva registrato diversi casi di maltrattamenti in danno di circa trenta bambini, un‘indagine che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati per cinque persone tra cui tre maestre raggiunte da una misura cautelare interdittiva che le aveva sospese per 12 mesi dall’insegnamento. Due educatrici avevano ottenuto l’aspettativa per la terza, scaduto il termine della misura, era arrivato il momento di rientrare a lavoro anche perché nelle more, non si sono concluse le indagini preliminari e si è ancora in attesa della richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione.
L’indagata non è stata riassegnata però nella sede dove si sarebbero consumati i maltrattamenti bensì nell’altro plesso gestito dalla cooperativa in via Tirreno, scelta che aveva portato alle proteste di molti genitori che si erano rifiutati di portare i loro figli. A margine di giorni di confronti e preoccupazioni si è scritta la parola fine con la sottoscrizione di un’intesa transattiva tra la direttrice dell’asilo, i rappresentanti dei genitori e l’avvocato dell’educatrice. La donna, sono questi i termini dell’accordo, lavorerà in amministrazione e non a contatto con i piccoli e si alternerà tra le due strutture.

