Un giardino che da oggi prenderà il nome di colui che ha piantato il primo seme nel percorso di inclusione ed emancipazione per le persone cieche. Il luogo è l’area verde sul ponte tra le due rampe di scale mobili che collegano la periferica via Tammone al centro storico cittadino, l’intestatario è invece Aurelio Nicolodi.
Un eroe civile che seppe volgere la propria disabilità a vantaggio di tutti i suoi ‘fratelli d’ombra’ ai quali volle mostrare, con l’azione e con l’esempio, la via maestra dell’Unità e dell’Organizzazione, per conquistare il pieno diritto di cittadinanza basato sul rispetto delle persone, sull’uguaglianza sociale, sulla dignità umana, spiega l’Uici. Nato a Trento nel 1894, il 25 luglio 1915, combattendo come volontario la seconda battaglia dell’Isonzo, Nicolodi rimase gravemente ferito al volto e perse la vista. Pochi anni dopo, nel 1920, con un gruppo di reduci fondò a Genova l’Unione Italiana Ciechi e ne divenne il primo presidente.
Così a margine di una formale celebrazione e allo scoprimento di una targa la città di Potenza ha voluto sottolineare l’impegno profuso nell’abbattimento delle barriere architettoniche ma soprattutto ribadire l’importanza di chi è stato il fautore dell’attuale sistema di inclusione sociale per i ciechi.

