Lunedì 26 ottobre 2026 – Con una lettera aperta alla segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, Pietro Simonetti (Cseres e gia Segretario Generale Cgil Basilicataa) sottopone alla sua attenzione le aspettative in Basilicata per il ruolo che dovrà svolgere il Partito Democratico alla viglilia di un congresso atteso da tempo:
“La forte ripresa dei movimenti sociali in Europa,trainata dai giovani studenti,le manifestazioni contro il caro vita e la crisi economica in Italia,la mobilitazione nelle campagne del Sud e la grande manifestazione sindacale a Roma e l’annunciato sciopero generale a novembre stanno segnando una importante svolta anche in Basilicata.
La situazione politica, sociale ed economica del Paese- scrive Simonetti – è particolarmente difficile. La crisi economica e l’aumento del costo della vita stanno generando una crescente preoccupazione per i livelli occupazionali e per la tenuta del sistema delle imprese, soprattutto di quelle piccole e medie.
In Basilicata queste difficoltà sono amplificate dal declino demografico, dalla difficoltà dei giovani a trovare un lavoro e dalla precarietà. Una parte consistente dei pensionati, a sua volta, deve fare i conti con assegni di importo modesto e con la progressiva erosione del potere d’acquisto.
È in questo quadro che – prosegue Simonetti – si colloca il prossimo congresso regionale del Partito Democratico, una delle principali forze di opposizione che stenta con le altre ad organizzare piattaforme e azioni adeguate rispetto ad un governo regionale dove trionfa l’annuncio e prevale la cattiva amministrazione,lo spreco delle risorse e l’incapacità a risolve problemi soprattutto per l’occupazione e tutela dei redditi e della salute.Si tratta di un appuntamento importante.
Il Commissario Regionale Daniele Manca tenta di proporre un percorso per ricostruire un partito che proviene da una fase lunga e travagliata, segnata da sconfitte elettorali, divisioni e fuoriuscite, comprese quelle determinate nel tempo da logiche di trasformismo politico e da interessi personali o di gruppo.
Non e la prima volta che un dirigente del nord viene incaricato di dirigere,in una fase difficile e complicata,un partito,un sindacato, una organizzazione sociale in Basilicata.
Questa situazione – sostiene Simonetti – dovrebbe imporre una strategia di recupero e di apertura: recuperare iscritti e simpatizzanti, favorire nuove adesioni, tornare a parlare a una parte più ampia della società e, soprattutto, costruire nuovi gruppi dirigenti, coinvolgendo anche le generazioni più giovani.
Il rinnovamento non può però essere soltanto organizzativo o anagrafico. Deve passare anche dalla definizione di un programma politico minimo, che da troppo tempo manca e che dovrebbe orientare l’azione del partito nei territori e nelle istituzioni.
Un programma condiviso servirebbe anche a superare la sindrome del personalismo e la pratica del «liberi tutti» nei Comuni, nelle Province e nel Consiglio regionale.
Una modalità di funzionamento che ha pesato sull’efficacia dell’azione politica adottata alimentando scontri, rendite di posizione e logiche in aperta contraddizione con la necessità di produrre unità, risultati, risposte concrete nell’interesse delle comunità rappresentate.
La ricostruzione del partito richiede quindi anche una riflessione sul passato. Le fratture e le contrapposizioni prodotte negli anni non possono essere semplicemente rimosse o ignorate, così come non si puo considerare un rinnovamento da affidare anche a protagonisti che hanno avuto responsabilità e ruoli di vertice negli ultimi anni.Non si tratta di limitare i ruoli di quanti hann; avuto responsabilità di vertice nel partito, ma di riconoscere che e’urgente rinnovare come ha indicato l’assemblea nazionale di domenica.
Per questo il congresso dovrebbe evitare di trasformarsi nell’ennesima gara tra gruppi, tessere e posizionamenti personali.
Se l’obiettivo è contribuire alla ricostruzione del PD e più in generale alla realizzazione di un’alternativa alle destre in Basilicata bisognerebbe praticare coerenza nella pratica: mettere al centro una proposta politica capace di parlare nuovamente agli iscritti, agli elettori e a quella parte della società progressista che negli ultimi anni si è allontanata dalla politica.
Anche per questo, in coerenza con l’esigenza di rilancio politico e organizzativo indicati nell’ultimo consiglio nazionale sarebbe necessario evitare l’ennesima competizione tra soggetti che hanno già ricoperto a lungo ruoli di vertice nel partito e nelle istituzioni, partecipato anche primarie nel passato.
Insomma riproporre se stessi per l’ennesima volta.
Il futuro del PD e delle altre forze alternative alle destre, in Basilicata,come nel resto del Paese, passa invece dalla capacità di costruire una sintesi nuova, che non sia soltanto un compromesso tra gruppi dirigenti.
Il ricambio dovrebbe essere anche politico, culturale e generazionale.
Chi ha avuto responsabilità’ dovrebbe sostenere una nuova leva di quadri e dirigenti adeguata al presente e capace di preparare il futuro invece di vivere in perenne propaganda comunicativa senza un lavoro di squadra e di comunita’.
C’è il tempo del lider e quello dello studio,della ricerca, della memoria.
In altre parole: non si tratta semplicemente di cambiare i nomi ai vertici, ma innovare il modo di costruire e agire politicamente.
In questi giorni si avvertono novita’,cambiamenti,nuove domande in attesa di risposte.
La prima e’ arrivata dalla assemblea nazionale,ora tocca alla Basilicata.
Uniti si vince,divisi si agevolano le destre.Questa e’ la richiesta di tantissime persone che vogliono anche tornare a partecipare ed impegnarsi.
Cordiali Saluti
Pietro Simonetti gia Segretario Generale Cgil Basilicata”

