Saranno in totale circa 18 mila gli ettari di terreno che potranno essere irrigati grazie all’acqua dal collegamento delle dighe di Acerenza e Genzano, una infrastruttura strategica per la Basilicata che dopo circa 30 anni sta per completare il processo di messa in funzione.
Nell’ottica di ultimazione dell’opera si è dato il via al collaudo del primo tratto da 6,5 chilometri dell’adduttore che collega l’invaso sbarrato dalla diga di Acerenza su fiume Bradano – della capacità utile di 38.433.000 metri cubi – a quello volano della diga di Genzano, con capacità utile di 52.950.000 metri cubi.
L’adduttore Acerenza-Genzano, lungo complessivamente circa 15 chilometri, consentirà, a compimento dell’opera, di trasportare la risorsa idrica verso la diga di Genzano e verso il partitore del Marascione.
Si tratta di un importante tassello che si va ad inserire uno schema idrico, quello Basento-Bradano costituito complessivamente da quattro dighe e due grandi adduttori . Si va dunque verso l’efficientamento del sistema idrico dell’intera area


