Venerdì 11 settembre 2026 – Si è riunito in Prefettura a Potenza il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, convocato per approfondire due temi di particolare attualità:
Rimpatrio Volontario Assistito (RAV), con particolare riferimento alle recenti
indicazioni del Ministero dell’Interno per incentivarne e consolidarne l’utilizzo;
attuazione del Regolamento (UE) 2024/1356 sullo screening, nell’ambito del Nuovo
Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
In apertura, il Prefetto Camanaro ha ricordato genesi e finalità dei Consigli
Territoriali per l’Immigrazione.
La riunione è, quindi, entrata nel vivo con l’approfondimento dedicato al Rimpatrio
Volontario Assistito (RVA).
A riguardo, il Prefetto Campanaro ha richiamato la recente circolare del 3 settembre scorso del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, illustrandone i principali contenuti e le indicazioni operative rivolte ai territori per incentivare e consolidare il ricorso alla misura.
Il Prefetto ha chiarito che la fase più marcatamente operativa sul territorio prenderà avvio con la presenza dei consulenti formati nell’ambito del progetto F.A.S.T.E.R. e con la nomina del referente regionale dell’OIM.
Nell’attesa, l’indicazione rivolta ai soggetti che hanno un contatto diretto con i cittadini
stranieri – in particolare ai gestori dei Centri di Accoglienza Straordinaria e alla rete dei
servizi sociali dei Comuni – è quella di intensificare, sin da ora, l’attività di informazione e
sensibilizzazione, così da intercettare eventuali manifestazioni di interesse al rimpatrio volontario, anche in via informale, che potranno essere successivamente formalizzate ed accompagnate quando il sistema progettuale sarà a pieno regime.
Le azioni indicate puntano, infatti, a ridurre il più possibile il tempo tra la manifestazione di
interesse e l’attivazione della consulenza specializzata, mantenendo costante nel tempo
l’attività di promozione della misura.

“Il lavoro che ci attende richiede, anzitutto, un lavoro condiviso. Dobbiamo fare in modo che – ha affermato il Prefetto Campanaro – una possibilità prevista dall’ordinamento sia conosciuta da chi può beneficiarne e che, quando viene manifestato un interesse, il territorio sia pronto ad accompagnarlo in maniera tempestiva e consapevole. In questa prima fase è quindi fondamentale il contributo di chi è quotidianamente a contatto con i cittadini stranieri.
Allo stesso tempo, invito tutti i componenti del Consiglio a far emergere idee e iniziative capaci di rispondere alle specificità del nostro territorio: la Prefettura raccoglierà le proposte e le porterà all’attenzione del Ministero, anche ai fini della possibilità di sostenerle attraverso le risorse FAMI”, l’invito del Prefetto Campanaro ai componenti del Tavolo.
Screening: verso un protocollo operativo territoriale
Ampio spazio è stato, successivamente, dedicato all’attuazione del Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e, in particolare, alle nuove procedure di screening, con specifico
riferimento all’organizzazione sul territorio provinciale dei controlli preliminari di salute e
vulnerabilità previsti dal Regolamento (UE) 2024/1356.
Il Prefetto Campanaro ha richiamato la circolare del 12 giugno scorso, con la quale il
Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione ha trasmesso le Procedure Operative
Standard (SOP), elaborate per assicurare modalità organiche e uniformi di svolgimento delle
attività di screening sull’intero territorio nazionale: tema, tra l’altro, già approfondito, a livello
provinciale, nell’ambito del Tavolo sulle vulnerabilità.
Core business della circolare, il controllo preliminare di salute che costituisce una
componente essenziale dello screening ed è diretto a far emergere tempestivamente eventuali condizioni di vulnerabilità.
In questa direzione, la valutazione sanitaria comprende la raccolta dei dati anamnestici, lo
screening delle malattie infettive, la rilevazione dei parametri vitali e l’esame obiettivo, la
verifica di eventuali lesioni o traumi e una prima valutazione dello stato mentale, cui possono
seguire, ove necessario, ulteriori approfondimenti specialistici.
Particolare attenzione è riservata all’individuazione di condizioni che richiedano assistenza, supporto o monitoraggio, dalla prosecuzione di terapie farmacologiche al supporto psicologico, fino alla necessità di visite e accertamenti specialistici.
Le informazioni raccolte consentono, inoltre, di individuare eventuali esigenze specifiche da
considerare nelle successive fasi dell’accoglienza e della procedura.
Nel corso dell’incontro, il Prefetto ha evidenziato che, pur non essendo la provincia di
Potenza un territorio di frontiera o di sbarco, possono verificarsi situazioni di c.d. rintraccio
rispetto alle quali occorre essere pronti ad attivare tempestivamente il sistema e ad assicurare il controllo preliminare di salute entro le 72 ore previste dalla disciplina.
Da qui la necessità di definire preventivamente un modello organizzativo nel quale siano chiaramente individuati ruoli, competenze e modalità di raccordo.
A riguardo, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, Giuseppe De
Filippis, presente alla seduta del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, ha
illustrato l’organizzazione predisposta per garantire i controlli nei tempi previsti,
individuando nell’Ambulatorio dei Migranti ASP Igiene di Potenza il presidio sanitario di
riferimento e prevedendo, nelle fasce orarie non coperte dall’attività ordinaria, un sistema di
reperibilità in grado di assicurare il necessario raccordo organizzativo su sei giorni
settimanali, secondo le ultime indicazioni del Ministero della Salute, recepite dal Ministero
dell’Interno.
“Il modello delineato dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria, che ringrazio, è confluito in uno specifico Protocollo operativo che sottoscriveremo nelle prossime ore, tra Prefettura -Ufficio territoriale del Governo di Potenza Prefettura, Questura e la stessa ASP”, ha così concluso la riunione del Consiglio Territoriale dell’Immigrazione il Prefetto Campanaro.


