La musica come mezzo di espressione delle proprie personalità ma anche come strumento pedagogico che si può inserire nel percorso rieducativo dei giovani detenuti, ne è dimostrazione il progetto che da ormai 15 anni sta portando avanti il rapper Francesco Carlo in arte “Kento”.
Nel suo libro dal titolo “Barre. Rap, sogni e segreti in un carcere minorile” l’artista e scrittore ha descritto esperienze analoghe a quelle che dal 15 al 19 giugno scorso ha avuto presso l’IPM di Potenza.
Così La scrittura del brano musicale ha contribuito a trasformare un ambiente restrittivo in un laboratorio di apprendimento e umanizzazione, dove la musica e la scrittura sono diventati strumenti di emancipazione e di riconnessione con il mondo.
Il laboratorio di Kento è stato fortemente voluto dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Potenza.


