Infrastrutture fognarie e depurative non conformi ai parametri dettati da una direttiva europea del 2014, una norma che impone di raccogliere e trattare adeguatamente le acque reflue urbane per agglomerati con oltre 2.000 abitanti. L’Italia, per il mancato rispetto di queste prescrizioni, è stata sanzionata per circa 200 milioni di euro, ragion per cui al fine di riorganizzazione gli insediamenti idrici non conformi ed evitare ulteriori multe, il Governo ha istituito una struttura commissariale unica per la depurazione presieduta da Fabio Fatuzzo.
In questo contesto nazionale non è esclusa la Basilicata ragion per cui Fatuzzo è stato in regione per monitorare le diverse aree sanzionate. Sono in totale 18 gli agglomerati lucani sottoposti a procedura di infrazione ma non ancora multati, sei dei quali già condannati e 12 ancora in causa. Per evitare gli step successivi delle procedure che potrebbero portare alle sanzioni pecuniarie si sta procedendo con interventi sulla rete idrica e sui depuratori. Opere complesse non solo per la porta delle operazioni ma anche per la conformazione morfologica del territorio lucano che non agevola la verifica né il ripristino delle infrastrutture.
Fatuzzo ha fatto il punto della situazione in Basilicata durante un incontro nella sede del dipartimento regionale all’ambiente alla presenza dell’assessore al ramo Laura Mongiello
