All’indomani dell’esito del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati si è tornato a riunire il Consiglio regionale della Basilicata. Bocche cucite tra alcuni dei consiglieri della maggioranza di centro destra che hanno gentilmente declinato l’invito ad un commento sul risultato.
La riunione è iniziata con circa due ore e mezza di ritardi perché i parlamentari lucani hanno ricevuto i rappresentanti dei sindacati per un confronto sulla vertenza Smartp@per che ormai sembra aver raggiunto uno stallo totale.
Entrando nel merito dei lavori l’assise, su iniziativa dei leghisti Fanelli e Tataranno, ha approvato all’unanimità le modifiche alla Legge Regionale 47/1997, che disciplina i parchi naturali regionali lucani, una norma definita dai proponenti “poco chiara e difficile da applicare”.
Le modifiche approvate serviranno a definire confini chiari e riconoscibili e autonomia territoriale rafforzata, un aggiornamento tecnico che eliminerà i riferimenti a enti non più esistenti, come le ex Comunità montane, e le norme non più in vigore con l’obiettivo di garantire maggiore chiarezza, più efficienza, più rispetto per le comunità locali.
Prima del voto il capogruppo Dem Piero Lacorazza ha presentato una proposta articolata che riguarda l’housing sociale e l’inclusione abitativa.
