Continuano a sfidare la pioggia ed il freddo sempre li, di fronte l’ingresso del palazzo della Giunta regionale di Potenza. Una vertenza che ormai sta assumendo l’aspetto di una battaglia di dignità e trasparenza perché quello che chiedono i circa 300 lavoratori della Smartp@per interessati dal cambio di appalto della commessa Enel è il riconoscimento dei diritti acquisiti con lavoro e professionalità in oltre 20 anni di servizio.
Richieste che giungono afone alle orecchie dei nuovi appaltatori i quali hanno proposto ai dipendenti il passaggio dal loro attuale contratto metalmeccanico a quello delle Telecomunicazioni. Non una banale formalità perché tra i due c’è una differenza di salario mensile di circa 350 euro in meno.
Inoltre il nuovo rapporto non terrebbe conto dell’esperienza maturata negli anni dai dipendenti non considerata – dicono i sindacati – in netta contrapposizione rispetto a quanto previsto dalla clausola sociale.
Parti sociali e lavoratori hanno anche mostrato una volontà di mediazione presentando una proposta alle aziende che prevedeva il riconoscimento di uno scatto dei livelli retributivi, pur partendo da una base inferiore di stipendio rispetto a quella attuale, ma anche su questo punto non c’è stata apertura al dialogo. Con il trascorrere del tempo aumenta la sensazione che i dipendenti dovranno accettare la nuova proposta al ribasso per mantenere il loro posto di lavoro. Un tema che va oltre la vertenza Smart e che interessa le varie crisi occupazionali vissute soprattutto nel Mezzogiorno dove, la necessità di lavoro dei cittadini diventa sempre più un tema da sfruttare a beneficio di qualcuno in fase di contrattazione, con buona pace dei diritti dei lavoratori.
