I Ràschatiellë di Sant’Arcangelo o quelli pa sauza verd di Missanello e ancora le Pastatelle di castagna di Calvello, la paparotta rè mustë di Avigliano e le Castagna del Sagittario di Chiaromonte, sono alcune delle 15 pietanze e prodotti lucani che hanno di recente ricevuto dal ministero dell’agricoltura la denominazione di Pat, Produzioni Agroalimentari Tradizionali.
Diventano così 248 le eccellenze agroalimentari made in Basilicata che riescono ad unire sapori, memoria e storia perché dietro ad essi si celebrano tradizioni di paesi e comunità che hanno saputo tramandare piatti nati originariamente dall’uso di alimenti offerti dal territorio ma che con il tempo sono diventati marchi di qualità e identità.
In questo contesto l’Alsia, Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura e l’assessorato regionale all’agricoltura hanno avviato un progetto che mira a valorizzazione la filiera agroalimentare lucana anche attraverso quella dei singoli prodotti tipici. Se ne è discusso durante un incontro a Potenza
Un’azione sinergica che risponde alla richiesta di promozione del territorio ma anche di ritorno economico, ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Carmine Cicala.
