Secondo i dati dell’Agenas dello scorso ottobre la Basilicata era la regione italiana nella quale si è registrato il calo più significativo di medici nell’ultimo decennio. Secondo il report infatti, tra il 2013 e il 2023 in regione si sono persi oltre il 24 per cento dei medici del servizio sanitario regionale. Erano 1.242, ne sono rimasti 942.
Numeri preoccupanti che trovano riscontro nelle carenze negli ambiti territoriali della medicina convenzionata anche per il 2026.
Questa volta la fonte è l’assessorato alla Salute della Regione Basilicata che ha diffusi i dati sulla base dei parametri stabiliti dagli Accordi collettivi nazionali e del rapporto ottimale tra medici e popolazione residente, aggiornato al 31 dicembre 2025.
In regione, per i medici di assistenza primaria a ruolo unico sono state individuate diverse carenze, si tratta di 207 unità negli ambiti territoriali delle aziende sanitarie lucane, figure necessarie per assicurare un’adeguata copertura dell’assistenza di base e garantire ai cittadini la continuità delle cure e la prossimità dei servizi sanitari.
Non migliore la situazione dei pediatri di libera scelta, con l’individuazione di 15 specialisti in meno per rispondere al fabbisogno di cure necessario.
Gli elenchi di carenze suddivise nelle differenti aree del territorio – hanno sottolineato in una nota dal dipartimento regionale alla salute – sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata e costituiranno il riferimento per l’avvio delle procedure di assegnazione degli incarichi secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
«Il rafforzamento dell’assistenza primaria – ha detto l’assessore regionale al ramo, Cosimo Latronico – rappresenta una priorità della programmazione sanitaria regionale. Garantire una presenza adeguata di medici di famiglia e pediatri significa assicurare ai cittadini un accesso più semplice e tempestivo alle cure, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne della Basilicata, rafforzando il ruolo della medicina territoriale come primo presidio di salute per le comunità».
