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Letto Matera: pazienti oncologiche contro lo stop agli interventi di carcinoma mammario
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Ufficio Stampa Basilicata > Blog > Sanità > Matera: pazienti oncologiche contro lo stop agli interventi di carcinoma mammario
Sanità

Matera: pazienti oncologiche contro lo stop agli interventi di carcinoma mammario

Redazione 5 Marzo 2026
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Riportiamo integralmente la lettera di un gruppo di donne, pazienti oncologiche operate di tumore alla mammella nell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera contro il divieto di eseguire questo intervento nel reparto del nosocomio materano

“Siamo un folto gruppo di donne sottoposte all’ intervento chirurgico per Carcinoma mammario presso l’Ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera ed abbiamo appreso, in attuazione alla delibera della Giunta regionale n.202500691 dell’11.11.2025, che è tassativamente vietato continuare ad eseguire, presso l’Unità Operativa di Senologia Chirurgica dell’Ospedale materano gli interventi per il suddetto intervento. La logica dei numeri condiziona le scelte politiche, sacrificando il benessere dei cittadini e dell’umanizzazione delle cure. Privare gli abitanti di Matera e Provincia del diritto inoppugnabile alle cure nel luogo di residenza, o almeno più prossimo al proprio domicilio, non tiene conto dei disagi economici e psico-fisici che tale decisione comporta. La delocalizzazione della Chirurgia Senologica presso l’Ospedale S. Carlo di Potenza o il CROB di Rionero in Vulture, distanti tra loro pochi chilometri, sembrerebbe privilegiare un territorio della Regione a discapito di quello dell’intera Provincia di Matera, rappresentando, di fatto, un’ulteriore criticità assistenziale per le donne di quest’area geografica. Da decenni, presso l’Ospedale “Madonna delle Grazie”, le malate oncologiche del nostro territorio, sono seguite da un team multidisciplinare, composto da radiologi, senologi, anatomopatologi, oncologi, radioterapisti, fisiatri e psicologi, operando con competenza, professionalità ed umanità dalla diagnosi alla fase terminale dell’intero percorso di cura. Noi pazienti operate, siamo la prova vivente dell’eccellenza delle cure oncologiche erogate presso il nostro nosocomio. La Chirurgia senologica, diretta dalla dottoressa Antonia De Rosa, rappresenta da anni un riferimento qualificato ed insostituibile del percorso di cura del Carcinoma mammario ed è per questo che, incredule, ne apprendiamo la soppressione. Ci domandiamo come sia possibile, che alla vigilia dell’attesissima inaugurazione dell’agognata Radioterapia, in loco, si possano smantellare anelli cruciali del percorso di cura dei tumori mammari, vedi Screening e Chirurgia senologica. Si mina, così, la compattezza della presa in carico delle pazienti, smantellando una assoluta eccellenza come la Chirurgia senologica. Il nostro rammarico non è solo personale, ma si estende alle future e potenziali malate oncologiche che non potranno giovarsi del beneficio di un trattamento in linea con protocolli nazionali ed internazionali, effettuati presso il nostro Ospedale evitando inutili, faticosi e dispendiosi viaggi. Siamo più che mai convinte, che richiedendo la mancata soppressione il ripristino dell’UOSD di Chirurgia senologica, coerentemente a quanto da tutti riconosciuto in materia di Sanità pubblica, in particolare nel caso delle malattie oncologiche, si torni a riconoscere l’importanza della centralità del paziente nell’iter di cura, avvicinando il più possibile l’assistenza medica allo stesso e non viceversa. La decisione di distanziare le cure dai pazienti potrebbe comportare anche un notevole danno economico per il bilancio della Regione Basilicata, dovendo fronteggiare una probabile migrazione sanitaria verso altre realtà regionali limitrofe, più raggiungibili rispetto al lontano S. Carlo di Potenza e ancor di più al CROB di Rionero Confidiamo in un costruttivo ripensamento, in deroga al DM/70 per garantire continuità, umanizzazione e qualità delle cure, a cui tutti i pazienti hanno diritto, nel rispetto della libertà di scelta dei luoghi di cura. In rappresentanza del gruppo dei pazienti oncologici di Matera e provincia”

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