Venerdì 27 febbraio 2026 – L’istituzione del servizio civile volontario degli anziani come risposta a un cambiamento demografico epocale, caratterizzato da disallineamenti nel mercato del lavoro e da enormi serbatoi di capitale umano ancora inespressi.
Nel nostro Paese – sostiene in una nota la Uil Pensionati di Basilicata – esiste un patrimonio prezioso in termini di competenze, che coinvolge giovani, donne e anziani, troppo spesso escluso a causa di barriere economiche, sociali, organizzative o normative.
Bisogna mettere a sistema le politiche di welfare e stili di vita capaci di favorire l’inclusione e la partecipazione attiva.
Dopo che l’assemblea del Cnel ha approvato il disegno di legge ‘Istituzione del servizio civile volontario degli anziani’ – proposta sostenuta dalla Uil pensionati – che mira a trasformare la percezione dell’anziano, non più visto solo come soggetto da assistere, ma come una risorsa strategica per la società, non c’è che da essere soddisfatti.
Una scelta politica di inclusione, partecipazione e riconoscimento dei diritti di cittadinanza attiva all’interno di un contesto segnato da disuguaglianze e fragilità sociali.
E’ quanto afferma Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uilp Basilicata.
In Italia circa 5 milioni di persone over 65 sono oggi impegnate in attività di volontariato (oltre 10mila in Basilicata), e negli ultimi vent’anni la partecipazione degli anziani è l’unica ad aver registrato un incremento costante, in controtendenza rispetto al calo generale della partecipazione civica.

Promuovere il protagonismo delle persone anziane attraverso la coesione intergenerazionale ed in continuità con le iniziative avviate in regione sull’invecchiamento attivo e il sostegno ai servizi di cura ed assistenza alle persone anziane, sono esattamente le coordinate che da sempre – spiega Vaccaro – guidano la nostra azione. In un Paese che invecchia rapidamente, con pensioni spesso insufficienti a fronte dell’aumento del costo della vita e con un numero crescente di persone anziane che vivono sole.
Il Servizio civile anziane e anziani attivi – che non è assistenzialismo ma una scelta libera e volontaria di cittadinanza attiva, che consente di continuare a svolgere attività sociali, educative, culturali o di supporto alla comunità – si inserisce come risposta strutturale ai bisogni sociali emergenti.
Promuovere l’invecchiamento attivo significa rafforzare il benessere individuale, prevenire l’isolamento sociale e contrastare il declino cognitivo.
Siamo fermamente convinti – sottolinea Vaccaro – che il contrasto all’isolamento e la valorizzazione delle competenze accumulate durante la vita, possano favorire lo scambio tra generazioni esaltando un modello di invecchiamento partecipativo che rafforzi la coesione sociale e il benessere collettivo.
