Martedì 24 febbraio 2026 – I Giudici d’Appello confermano la sentenza del Tribunale di Potenza, che sei mesi fa ha dato ragione alla Cooperativa Auxilium: i contratti stipulati dalla ASL di Matera sono nulli. Si ponga rimedio senza ritardi ad un servizio essenziale per i cittadini gestito in spregio alle norme.
La Sezione Specializzata in Materia di Imprese della Corte d’Appello di Potenza ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dall’Azienda Sanitaria di Matera, la quale si era opposta alla sentenza di primo grado resa dal Tribunale di Potenza, che nell’agosto del 2025 aveva dichiarato nullo il contratto stipulato dalla stessa Azienda Sanitaria di Matera con soggetti privi di autorizzazione ed accreditamento per l’erogazione di cure di assistenza domiciliare.
Per i Giudici d’Appello la sentenza del Tribunale di Potenza che ha dato ragione alla Cooperativa Auxilium “prima facie” appare “esente da vizi o carenze”. La decisione del Tribunale di Potenza dell’agosto 2025, quindi, rimane ferma nel suo contenuto impositivo e l’Azienda Sanitaria di Matera è tenuta a darvi attuazione, senza indugio.
Analogo procedimento è pendente in relazione agli identici contratti stipulati dall’Azienda Sanitaria di Potenza con soggetti privi di autorizzazione ed accreditamento per l’erogazione delle Cure Domiciliari.
A questo punto è assolutamente evidente – si precisa in una nota – come le Cure Domiciliari in Basilicata continuino ad essere erogate in maniera illecita, in spregio alle norme ed ai principi che assicurano sicurezza e legittimità alle prestazioni sanitarie.
Le due ASL (Potenza e Matera) e la Regione Basilicata – che vi sovrintende – sono chiamate, ancor prima che a dare attuazione alle vincolanti statuizioni della Magistratura, a ripristinare con immediatezza le garanzie per i pazienti previste a livello nazionale e non rispettate solo dalla Regione Basilicata.
Qualunque ulteriore atteggiamento dilatorio, oltre ad essere sintomatico esclusivamente di protervia nell’errore, con rilevante aggravamento dei danni per i cittadini e per le stesse amministrazioni, – conclude la nota – continuerebbe ad alimentare dubbi significativi sulle ragioni effettivamente alla base di scelte sbagliate e contrarie alla legge.
