La firma del serial killer è la stessa, gli elementi che collegano gli assassini di Elisa Claps e di Heather Barnett a quello di Oki Shin per la famiglia Claps sono stati da subito evidenti, il responsabile per loro è stato Danilo Restivo.
Dopo una inchiesta della Bbc la cronaca del Regno Unito torna a riaccendere i riflettori sul caso della morte della giovane studentessa Coreana Oki Shin, accoltellata la notte 12 luglio 2002 a Bournemouth e per il cui omicidio è stato condannato Omar Benguit, in carcere da 23 anni. Per i giornalisti inglesi però sono troppe le contraddittorietà nelle indagini tra testimonianze ritoccate e sottovalutazione di prove che avrebbero potuto scagionare Benguit e indirizzarle su Restivo.
Si tratta dell’uomo responsabile dell’omicidio il 12 settembre del 1993 a Potenza di Elisa Claps il cui cadavere è stato ritrovato nel sottotetto della chiesa della Trinità del capoluogo di regione lucano 17 anni dopo. Anche in quella circostanza le indagini non si focalizzarono immediatamente su di lui nonostante per la famiglia di Elisa gli indizi di un suo coinvolgimento fossero lapalissiani.
Restivo poi si trasferì in Inghilterra, proprio a Bournemouth, dove il 12 novembre 2002 uccise la sua vicina di casa, la sarta Heather Barnett, seviziando il cadavere, delitto per il quale sta scontando 40 anni di carcere (terminati i quali dovrà scontarne altri 30 per il femminicidio di Elisa, condanna arrivata in via definitiva solo nel 2014.
Quali dunque le connessioni con la morte di Oki Shin? Tra le altre incongruenze per la prestigiosa emittente inglese – che ha visionato delle immagini registrate da una videocamera di sorveglianza – l’assassino non somiglia a Omar Benguit piuttosto sembra avere la fisicità di Restivo, indagato in un primo momento per l’omicidio ma frettolosamente scagionato.
Per il fratello di Elisa, Gildo Claps Restivo è stato lasciato libero di uccidere, infatti quattro mesi dopo troncò brutalmente la vita di Heather Barnett.
