MATERA – Il Consiglio Comunale di Matera è rimasto per nove mesi, dal momento della sua composizione, “ostaggio” di una interpretazione restrittiva riguardante l’elezione del Presidente, a tutt’oggi ancora non eletto. Situazione, tra l’altro, che ha portato nelle scorse ore al ritiro della candidatura da parte di Augusto Toto, capogruppo di Fratelli d’Italia e consigliere più suffragato con ben 701 preferenze alle ultime elezioni Amministrative, che ha anche abbandonato il partito ed è uscito dalla maggioranza. L’interpretazione della Segreteria Generale ha impedito, in questi 240 giorni, di procedere alla terza votazione per l’elezione del Presidente del Consiglio senza la presenza di almeno 22 consiglieri (i due terzi dell’assegnati). Nelle ultime ore, però, sarebbe pervenuto in Municipio il parere favorevole del Ministero dell’Interno richiesto dal sindaco Antonio Nicoletti. Il parere, trasmesso tramite la Prefettura, ha sconfessato il regolamento utilizzato fino ad oggi e confermato la possibilità di procedere alla terza convocazione del Consiglio comunale con la sola presenza della maggioranza semplice dei consiglieri in aula. Una condizione che avrebbe quindi permesso di arrivare alla quarta convocazione nella quale il Presidente del Consiglio poteva essere eletto da 17 consiglieri (e non 22) e che avrebbe consentito probabilmente a Toto di essere eletto. Un impasse amministrativo che ha inevitabilmente causato un danno politico ed economico per le casse del Comune che in pratica ha convocato diverse sedute dell’Assise inutilmente.
Matera, il Viminale “sconfessa” regolamento su elezione Presidente del Consiglio: bastava maggioranza semplice
