Giovedì 19 febbraio 2026 – l Sud si sta svuotando: oltre ai laureati andati a vivere più a nord o all’estero, anche gli anziani scelgono sempre più le aree centrosettentrionali del Paese.
E’ uno degli spaccati che emerge dal Report della Svimez ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children.
Tra il 2002 e il 2024 gli anziani formalmente residenti al Sud che vivono stabilmente al Centro-Nord, “i nonni con la valigia”, sono quasi raddoppiati, passando da 96mila a oltre 184mila unità. Le stime si basano sull’analisi delle compensazioni della mobilità farmaceutica convenzionata e sulla spesa pro-capite per farmaci della popolazione anziana.
Una emigrazione sommersa – ci ricorda la Svimez, commenta Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati di Basilicata – che riflette difficoltà note e con radici profonde anche in Basilicata che continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’Università, che riduce strutturalmente le possibilità di rientro.
“Un dato – aggiunge il segretario della Uil pensionati – che invita a riflettere. Quella che gli esperti chiamano “seconda ondata migratoria”, non più di giovani lavoratori, ma di anziani che seguono i figli emigrati, offre accanto ad una lettura sociale riflessioni relative all’ulteriore spopolamento, specie nelle aree interne, anche perdita di memoria storica e tradizioni locali, riduzione della domanda di servizi locali e più in generale impoverimento dei nostri centri con le reti sociali sempre più deboli.
In molti casi – ed è quello su cui la politica dovrebbe riflettere – accanto al ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord, anche a supporto dei carichi di cura familiari, si tratta di una scelta forzata per la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari come anche dalla mancanza di alternative assistenziali nei territori di origine.
Noi – conclude Vaccaro – abbiamo tante proposte: molte le abbiamo esposte alla politica e continueremo a farlo anche in occasione del congresso regionale. Vogliamo essere ascoltati”.
