Martedì 17 febbraio 2026 – La Cgil Basilicata, nel ribadire la propria “netta contrarietà” alla legge regionale che reintroduce i mini vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata, posizione tra l’altro condivisa con la Cisl regionale e resa pubblica a mezzo stampa qualche settimana fa, precisa che non ha fatto alcuna raccolta firme contro i vitalizi, così come invece riportato “strumentalmente ed erroneamente” dal consigliere regionale Alessandro Galella nella seduta consiliare di ieri, ma – precia il segretario regionale della Cgil Basilicata, Ferbando Mega – ha soltanto sostenuto il comitato promotore.
Facendo riferimento a quanto accaduto durante il Consiglio regionale, Mega parla di “spettacolo indecoroso”.
“E non mi riferisco soltanto – prosegue Mega – alla bagarre tra un assessore e un consigliere regionale avvenuta durante la pausa dei lavori.
Invece di abrogare in toto la legge, si fa una caccia alla streghe, accusando addirittura i liberi cittadini che si sono indignati rispetto all’introduzione di un privilegio che, ribadiamo, è un insulto alla condizione in cui vivono i lucani e le lucane.
Come sindacato – sostiene Mega – vogliamo anche precisare che c’è una differenza tra i vitalizi e le pensioni che prendono oggi i lucani, paragone inopportuno, più volte tirato in ballo ieri e non soltanto dal consigliere Galella.
Un lavoratore lucano oggi prende in media 600 euro di pensione dopo 42 anni di servizio e cinque mesi, non dopo cinque anni come prevede la norma dei vitalizi.
In tal proposito, mi rendo disponibile a impartire una lezione in Consiglio regionale, se ne avvertissero l’esigenza.
Infine, nel ringraziare il consigliere per aver ritenuto la Cgil l’unico vero partito di opposizione, invitiamo la maggioranza di centrodestra nella massima Assise regionale a non trovare capri espiatori per sfuggire alle proprie responsabilità e di affrontare le questioni nel merito.
Detto ciò, la posizione della Cgil resta invariata – conclude Mega – I correttivi alla legge approvati ieri, come l’eliminazione della retroattività e l’intoccabilità del fondo sociale, sono fumo negli occhi. I privilegi restano e la legge va abrogata”.
Foto di copertina: Mega, segretario regionale Cgil Basilicata
