Ci si aspettava una seduta consiliare calda ma è stata a tratti incandescente. All’ordine del giorno della convocazione straordinaria c’era il dibattito sulle indennità differite, i cosiddetti vitalizi, norma approvata con il collegato alla legge di stabilità lo scorso dicembre. Si tratta di una pensione di 600 euro, erogata su base contributiva e riconosciuta ai consiglieri regionali dopo 5 anni di mandato e allo scattare dei 65 anni di età.
In maniera del tutto inaspettata l’inizio della riunione si è caratterizzato per un duro faccia a faccia dai toni accesi e contraddistinto da reciproche accuse personali, tra l’assessore alla salute Cosimo Latronico e il capogruppo di Basilicata casa comune Angelo Chiorazzo.
Tornando nel merito: al vaglio della prima commissione erano arrivate due proposte; una di abrogazione totale della norma degli articoli 16 e 17 della legge regionale 57 del 30 dicembre 2025, presentata dalle opposizioni e una della maggioranza di revisione, affidate al dibattito dei componenti del parlamentino lucano.
La seduta è dunque iniziata con la relazione del governatore Bardi che nell’annunciare la volontà di rinunciare alla misura in virtù del suo incarico, ha rivendicato le modifiche della norma, poi approvata con undici voti favorevoli e sette contrari
Il nuovo corso della disciplina prevede rispetto alla versione originaria, l’abrogazione della retroattività che pertanto non interessa anche i consiglieri delle passate legislature e la rimozione di ogni collegamento tra la contribuzione versata per maturare l’indennità differita e il fondo previsto da un’altra legge regionale del 2017 con finalità diverse.
Ma la seduta ha consegnato anche la netta posizione politica dell’assessore all’agricoltura Carmine Cicala che è stato l’unico componente del centrodestra a schierarsi apertamente per l’abrogazione della norma confermando una sua posizione già espressa in passato sul merito. “Non cerco lo scontro, sto chiedendo una scelta coraggiosa all’assemblea”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio regionale prendendo però di fatto una posizione di netta contrapposizione rispetto a quella degli altri componenti del suo partito, Fratelli d’Italia. Che sia in atto uno strappo tra i meloniani?
