Lunedì 16 febbraio 2026 – “Uno spettacolo indecente, un teatrino. Di fatto i vitalizi restano e Bardi fa come Ponzio Pilato, lavandosi le mani e annunciando che lui non ne farà richiesta, ma intanto è il primo firmatario della norma che introduce i vitalizi”.
Così il Comitato per il referendum abrogativo delle legge regionale che introduce i vitalizi commentando la seduta del Consiglio regionale di oggi, con all’ordine del giorno le modifiche alla stessa norma.
“La non retroattività – afferma il comitato – non è alcun passo in avanti, nessuna norma può avere effetti retroattivi.
Bardi afferma inoltre una serie di falsità, a partire dall’intoccabilità del fondo sociale istituito con la legge 37 del 2017 che di fatto è superata dall’abrogazione della riduzione del taglio del 10 per cento dell’indennità dei consiglieri regionali.
Di fatto, quindi, il fondo sociale non esiste più. Infine c’è un aumento della spesa enorme a carico della Regione e dei lucani pari a 1600 euro per ogni consigliere regionale.
Oltre ad introdurre un privilegio che non ha nessuno lavoratore: un consigliere regionale potrà percepire una pensione aggiuntiva con solo 5 anni di contributi, mentre i lavoratori devono avere almeno 20 anni di contributi e 67 anni e 3 mesi. Mentre il 24 per cento dei lucani vive sotto la soglia di povertà.
È un privilegio inaccettabile. Ancora una volta – conclude il Comitato – chiediamo di poter votare per cancellare questa norma ingiusta. Siamo in presenza di una sospensione della democrazia: il Consiglio non ha ancora dato il via libera a poter attivare il diritto al referendum popolare previsto dallo statuto regionale”.
