Un’emorragia e due arresti cardiaci. Sarebbero queste, secondo le prime indiscrezioni, le cause della morte di Francesca Nepita, la 36enne deceduta circa un’ora dopo aver partorito la sua terzogenita la mattina di sabato 7 febbraio all’ospedale di Lagonegro, in provincia di Potenza.
La donna, sposata e madre di altre due bambine di 9 e 5 anni, lavorava in un supermercato di Scalea, comune dove risiedeva e e si era recata nel Punto nascita nel nosocomio della cittadina dell’area sud della Basilicata dove, dopo il parto al quale pare abbia assistito anche il marito, sono seguite le complicazioni fatali. L’unica buona notizia è che la bambina sta bene.
Con il supporto della locale Compagnia dei Carabinieri si indaga per ricostruire la dinamica dei fatti e per accertare le responsabilità, infatti presso la Procura di Lagonegro è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo per colpa medica. I magistrati hanno disposto l’autopsia sulla salma, ancora non è stata fissata la data per effettuarla, pare che non si farà prima di altri due giorni. Dall’accertamento medico si potranno conoscere le reali ragioni della morte.
Appresa la notizia l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, nella cui competenza afferisce anche il presidio lagonegrese, ha istituito una commissione d’inchiesta interna. I commissari, a disposizione dell’autorità giudiziaria, ieri mattina hanno sentito medici, ostetriche e infermieri del reparto. La cartella clinica della donna è stata sequestrata. Al cordoglio e alla richiesta di chiarezza sui fatti in tempi rapidi, arrivati dal governatore lucano Vito Bardi e dall’assessore alla salute Cosimo Latronico sono seguiti i messaggi dei sindaci di Scalea, Mario Russo e di quello del paese d’origine di Nepita, Santa Maria del cedro, Ugo Vetere.
Il primo cittadino di Scalea ha annunciato di proclamare il lutto cittadino in occasione dei funerali, assicurando massimo sostegno alla famiglia qualora la vicenda dovesse finire davanti a un tribunale.
