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Letto Omicidio Torzullo, emergono particolari agghiaccianti: il marito avrebbe cercato di farla a pezzi e di bruciare il corpo
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Omicidio Torzullo, emergono particolari agghiaccianti: il marito avrebbe cercato di farla a pezzi e di bruciare il corpo

Redazione 20 Gennaio 2026
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ANGUILLARA SABAZIA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Claudio Carlomagno, l’uomo accusato dell’omicidio aggravato della moglie Federica Torzullo, la 41enne originaria di Gallicchio in Provincia di Potenza. 
Notizia che ha lasciato l’intera comunità sotto shock come si deduce dai commenti rilasciati ai nostri microfoni da alcuni cittadini del posto.  
La donna – che sarebbe dovuta ritornare in Basilicata, nel suo paese d’origine, per un battesimo – era scomparsa l’8 gennaio. Poi la macabra scoperta, dieci giorni dopo, con i Carabinieri che hanno rinvenuto il corpo della donna in una fossa scavata in un canneto all’interno dell’azienda di movimento terra del marito che si trova attualmente nel carcere di Civitavecchia.  

Per gli inquirenti si tratta di un omicidio di particolare ferocia. Al momento non ci sono conferme su dove sia avvenuta l’aggressione mortale né sull’arma utilizzata. Intanto i pm hanno conferito l’incarico per l’autopsia che si svolgerà a Roma oggi, martedì 20 gennaio. 

Dal decreto di fermo emergono alcuni particolari agghiaccianti. L’uomo avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo della moglie per “ostacolarne il riconoscimento”.
L’ispezione dell’abitazione, della vettura, del deposito, hanno evidenziato la presenza di “tracce ematiche latenti”. Tracce di sangue sono state trovate sugli abiti da lavoro, rinvenuti all’interno di una asciugatrice, segno del fatto che erano stati lavati. Inoltre è del tutto verosimile ritenere che sia stato l’indagato ad utilizzare il cellulare di Federica dopo averla uccisa proprio al fine di dissimulare l’azione criminosa.

Infine, “nello stesso quadro si inserisce l’occultamento delle spoglie della vittima, nonché l’azione di fiamma ed il tentativo di depezzamento (risultanti dal primo accertamento esterno effettuato), volti ad ostacolare il riconoscimento”.  

Nel corso dell’indagine è emerso che “i coniugi attraversavano una profonda crisi, tanto che vivevano da separati in casa, e mentre Federica coltivava da tempo una nuova relazione affettiva, Claudio Carlomagno non era in grado di accettare la fine del matrimonio”.

La lettura unitaria di tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti “fonda l’ipotesi accusatoria – scrivono i pm di Civitavecchia Gianluca Pignotti, titolare dell’inchiesta insieme al procuratore Alberto Liguori – per la quale l’indagato attuava condotte violente ai danni di Federica all’interno della abitazione coniugale, per poi trasportarla esanime presso il deposito aziendale e lì seppellirne il cadavere”. 

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