MELFI – La Corte d’Assise dell’Aquila ha emesso una sentenza significativa, condannando Anan Yaeesh a 5 anni e 6 mesi di reclusione per associazione con finalità di terrorismo. Il verdetto è giunto dopo una camera di consiglio di sei ore, presieduta da Giuseppe Romano Gargarella.
Anan Yaeesh, attualmente detenuto nel carcere di Melfi, ha seguito la lettura della sentenza in collegamento video. Gli altri due imputati, Ali Irar e Mansour Doghmosh, sono stati assolti. L’accusa aveva richiesto pene più severe, fino a 12 anni per Yaeesh, 9 per Irar e 7 per Doghmosh. Le difese hanno invece chiesto l’assoluzione, contestando le basi dell’impianto accusatorio.
Al momento della sentenza, l’aula e l’esterno del tribunale hanno vissuto momenti di forte tensione. Manifestanti solidali con la causa palestinese hanno espresso il loro dissenso, intonando slogan come “Vergogna” e “Palestina libera”. Davanti al palazzo di giustizia si è tenuto un sit-in, mentre le forze dell’ordine hanno presidiato l’area e chiuso temporaneamente via XX Settembre per motivi di sicurezza.
Questa sentenza segna la conclusione del primo grado del processo, con le motivazioni destinate a essere depositate nei termini di legge. La questione solleva interrogativi su resistenza e terrorismo, evidenziando le tensioni sociali e politiche che circondano il caso di Anan Yaeesh, attualmente nel carcere di Melfi.

