Giovedì 15 gennaio 2025 – “Accogliamo con favore l’avvio dell’indagine conoscitiva da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul ruolo della Grande Distribuzione Organizzata nella filiera agroalimentare. Un atto necessario che conferma quanto denunciamo da tempo”.
Lo afferma in una nota il presidente dell’Adoc Basilicata, Canio D’Andrea che prosegue: “I dati sono impietosi: tra ottobre 2021 e ottobre 2025, a fronte di un’inflazione generale del 17,3%, i prezzi dei beni alimentari sono cresciuti del 24,9%.
Una differenza di quasi 8 punti percentuali che costringe le famiglie a rinunciare a beni essenziali e che segnala chiaramente come qualcosa nel meccanismo dall’origine allo scaffale non stia funzionando, a discapito sia dei consumatori, che in questi anni spendono sempre di più per avere sempre di meno, ma anche a svantaggio di una concorrenza leale ed eticamente corretta tra le aziende produttrici e della distribuzione.
Viviamo da oltre 15 anni una stagnazione del potere d’acquisto che – prosegue D’Andrea – pesa pesantemente sui consumi, ulteriormente compressi dallo smantellamento del welfare pubblico e della sanità, che trasforma bisogni primari in spese incomprimibili per le famiglie.
Sebbene la GDO rappresenti l’84% degli acquisti degli italiani, questo dato non deve essere interpretato come una delega assoluta: la fiducia che i consumatori consegnano alla grande distribuzione è un valore enorme, ma non è una carta in bianco. Il dialogo tra cittadino, mercato e distribuzione deve basarsi sulla trasparenza, specialmente in un momento di incertezza internazionale, crisi climatica e transizione energetica.
Il Governo non può limitarsi a ‘pannicelli caldi’ come bonus temporanei o la carta ‘Dedicata a te’. Servono riforme strutturali: uno stop alla speculazione, la lotta alla shrinkflation, la rimodulazione dell’IVA sui beni di prima necessità e lo scorporo delle accise sui carburanti.
Nel nostro Paese, i consumi rappresentano quasi il 60% del Pil, senza un’azione concertata tra tutti i soggetti coinvolti, non potrà mai esserci né la ripresa dei consumi interni, né la crescita economica del nostro Paese.
Adoc chiede al Governo un intervento immediato per sterilizzare questi aumenti e rivedere una struttura fiscale sui carburanti che penalizza la competitività del Paese e il potere d’acquisto delle persone, già messo a dura prova nel corso degli ultimi anni.

