Giovedì 15 gennaio 2026 – Sullo scandalo nella vicenda vitalizi interviene il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, con una nota con la quale entra nel merito di una questione coggetto di un dibattito molto vivace che coinvolge la politica, i sindacati, la società civile.
Cosa afferma Bolognetti?
“Lo scandalo non vive nella loro reintroduzione, che per quanto mi riguarda ci potrebbe anche stare, ovviamente interrogandosi su entità e proporzionalità anche rispetto alle condizioni in cui vivono tanti nostri concittadini.
No, il problema non è la possibile reintroduzione dei vitalizi, ma le modalità adottate per reintrodurli e in particolare il fatto che prima, ipocritamente, per inseguire i grillini, si istituisce un fondo con finalità sociali e poi quello stesso fondo non solo non viene utilizzato, ma torna a chi lo aveva costituito.
Per il resto, ribadisco che tutti, ma proprio tutti, farebbero bene a preoccuparsi di democrazie sempre meno democratiche e sempre più oligarchiche.
Vedere Giuseppe Conte che scende in piazza a parlare di casta, dovrebbe solo farvi ridere. O c’è ancora qualcuno disposto a far fiducia a quelli che si sono ingozzati di tonno e che ridevano mentre Vespa mostrava in TV il plastico del ponte di Genova? Vero, caro Toninelli? Non la ricordate l’immagine, che racconta meglio di un trattato sociologico almeno 12 anni di politica italiana? Vespa mostra il plastico e dietro Toninelli sorride e poco ci manca che non dica “mamma guarda quanto sono bello, ce l’ho fatta”.
Quello che dovrebbe preoccupare noi tutti è il fatto che, cavalcando rabbie e risentimenti anche legittimi di un popolo, hanno colpito la rappresentanza democratica, riducendo parlamentari, consiglieri comunali, consiglieri regionali e nel contempo, e non a caso, non hanno detto una parola sul fatto che da molto tempo i parlamentari sono dei nominati la cui rielezione dipende dai desiderata a volte di una singola persona. Il tutto manda, per ovvie ragioni, a farsi benedire l’art. 67 della Costituzione.
Il ruolo di parlamentare – prosegue Bolognetti – non dovrebbe essere riservato solo a chi ha soldi e potere pregresso. Oggi le cose stanno così nella quasi totalità dei casi.
Così come di tutta evidenza il Parlamento è stato ulteriormente e quasi definitivamente avvilito e ridotto a bivacco dei manipoli del settantennio partitocratico di metamorfosi del male.
Il problema non sono i costi della politica, ma sperperi ed eccessi e un sistema che produce corruzione delle anime e in cui il potere si fa fine e non mezzo.
La politica ha inevitabilmente dei costi. Dirò di più: dovremmo riflettere sull’opportunità di reintrodurre il finanziamento pubblico dei partiti e vietare qualsiasi forma di finanziamento privato.
Una reintroduzione, va da sé, basata su ferrei controlli e preceduta da un ampio dibattito sul cosa, sul come e in quale entità sostenere l’attività politica di cui si parla nell’art. 49 del Dettato costituzionale. Art. 49 che, gioverà ricordarlo, recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
I vitalizi, il vitalizio aveva e avrebbe una sua ragione di essere, ma in un sistema che ridia dignità alla rappresentanza democratica.
Possiamo interrogarci sul quanto, sul come, ma ripeto un senso esso ce l’avrebbe. Chi presta il suo servizio al servizio del popolo italiano deve essere in qualche modo tutelato.
Quelli del tonno, aprite bene gli occhi, sono stati solo il manganello non per riformare un sistema, ma per renderlo ancora più oligarchico e influenzabile da ogni sorta di lobbismo.
Di Maio se non sbaglio sta ancora navigando nel Golfo di Napoli, che avrà scambiato per il Golfo Persico.
Che senso ha – si chiede Bolognetti – avuto ridurre un Consiglio regionale come quello lucano a 20 membri, creando anche problemi di funzionamento dell’istituzione in oggetto? Basterebbe dire che i membri del Consiglio comunale di Potenza, capoluogo di regione della Basilicata, sono 32! Dodici in più rispetto ai membri del Consiglio regionale.
Interroghiamoci sul cumulo di trattamenti pensionistici, su quello che volete, ma vi prego non fatevi fregare da un’altra stagione anti-casta, che servirebbe solo a nascondere sotto il tappeto i problemi veri: antidemocrazia e anti-stato di diritto montante.
La vostra legittima rabbia, la rabbia magari dei tanti, troppi, pensionati al minimo non regalatela e non fatela cavalcare a coloro che se ne servono per assecondare fini poco chiari. Convertitela, anche se comprendo quanto possa essere difficile, in ragionamento e legittima rivendicazione di diritti negati.
Oggi avremmo bisogno di una politica che riacquisti reale dignità e di istituzioni in grado di fare realmente da contraltare a poteri economico-finanziari transnazionali.
Le campagne anti-casta son servite solo ad evitare che affrontassimo le questioni davvero importanti per la vita di ciascuno di noi e per dare a qualche fariseo la patente di moralizzatore della vita pubblica, laddove – conclude Bolognetti – in non pochi casi avremmo potuto parlare di vizi privati e presunte pubbliche virtù. Anzi di vizi pubblici e privati di chi mette peli nell’uovo anche quando non ci sono e vede tutte le pagliuzze senza mai vedere la trave conficcata nel suo occhio”.
Foto di copertina: Maurizio Bolognetti

