Mercoledì 14 gennaio 2025 – Ha riscosso grande successo di pubblico e ha ottenuto numerosi consensi di critica la mostra personale dell’artista visuale, Karmil Cardone dal titolo “Regine e guerriere” (in corso fino al 29 gennaio 2026) che ha avuto come location la “Galleria Civica”, di Palazzo Loffredo, a Potenza.
La sua ricerca artistica, di timbro figurativo-espressivo, si basa sull’uso di nuovi linguaggi estetici e sull’impiego di strumenti e materiali innovativi come: la stampa 3d, la resina e la ceramica liquida. La sua “sperimentazione artistica” (intesa quale “esplorazione creativa” e “indagine estetica”) s’inserisce nel filone della “PopArt”(o “PopularArt”o “ArtePopolare”) in termini di sfida alle Belle Arti, in senso classico.
Questo “culturale creativo” realizza la sua ricerca immaginifica, attraverso: l’uso di colori vivaci; con l’impiego della “serialità espressiva” caratteristica dell’epoca della “riproducibilità tecnica” teorizzata da Walter Benjamin (1892-1940) e con l’utilizzo, d’una sorta, di “causticità espressiva” (che ci fa riflettere sulle contraddizioni della società dei consumi e sull’attuale impiego estetico dei social media).
Con questa mostra Karmil Cardone ha inteso dimostrare che all’artista spetta, oggi, il compito di usare le moderne tecniche pittoriche per ricomporre (intorno agli stati, sempre più diffusi, di disordine e confusione) un senso di bellezza e armonia. La sua rappresenta una rivoluzione epocale (in ambito performativo) anticipata (negli anni ’70-’80 del Novecento) dal critico d’arte, Giulio Carlo Argan (1909-1992) che denunciava (in quel tempo) la morte di un’arte legata a un antico “sistema di tecniche, legate all’attento e personale lavoro artigianale”. E segnalava, per di più, il succedersi (dopo la perdita dell’antica “lavorazione manuale”, a dispetto del nascere d’una nuova “maestria tecnica” e d’una nuova “perizia esecutiva”) di “una ricerca estetica (n.d.r. effettuata) con altri mezzi”.
Fatta questa premessa era indubbio che si trattava, allora, di riappropriarsi di quanto era andato perduto, sul “piano dell’elaborazione fattuale”. E lo storico dell’arte, Filiberto Menna (1926-1989) pensò che non si trattava di riappropriarsi di certo (in quel preciso momento storico) delle forme accademiche della pittura passata, ma che era necessario trovare, invece, dell’altro. E il risultato (adesso) è sotto gli occhi di tutti. Ci sono artisti, come Karmil Cardone, che si muovono, oggi, nell’orbita di sperimentazioni tecniche ed estetiche basate, a loro volta, sull’impiego: di nuovi materiali, di metodologie innovative e di nuovi procedimenti pittorici (non convenzionali).
La rivoluzione odierna è simile a quella che si verificò con i pittori fiamminghi (tra il XV e il XVII secolo) che stravolsero la tecnica e la visione del mondo, introducendo (all’epoca): la pittura ad olio; una maggiore attenzione verso la percezione visibile del quotidiano; un nuovo modo di percepire lo spazio (in maniera intuitiva e attraverso la cosiddetta “prospettiva empirica”) e offrendo alla pittura un forte senso spirituale e realistico. In questa maniera i pittori fiamminghi (passando dalla pittura a tempera, a quella ad olio) hanno influenzato tutta l’arte europea di quel periodo e hanno anticipato gli elementi tipici del Rinascimento (specie quello italiano).
Se riflettiamo bene è proprio quello che si sta verificando, adesso, con l’introduzione delle nuove tecnologie che stanno rivoluzionando (come dimostra il lavoro di Karmil Cardone): l’arte e la società cambiando, in maniera radicale, la produzione e la fruizione artistica. In particolare, la stampa 3d ha sostituito (nel caso del nostro autore) i pennelli e le spatole (che comunque permangono nel ritocco finale). In generale, i colori che si stanno facendo, oggi, strada sono una miriade. Non solo: tempere, olii, acrilici ed altri materiali cromatici (fosforescenti; fluorescenti e iridescenti, di nuovissima generazione) ma anche resina e ceramica liquida, come nel caso di questo artista (attento alla sperimentazione fantastica e alle avanguardie creative).
Del lavoro di Karmil Cardone si sono interessati tra gli altri, oltre a Vittorio Sgarbi, anche: lo storico dell’arte, Achille Bonito Oliva; gli artisti Michelangelo Pistoletto e Achille Pace; e i critici d’arte, Enzo Battarra; Tonino Sicoli; Lorenzo Benedetti; Lorenzo Madaro; Simona Caramia; Manuela Valentini e Fiorella Fiore.
Karmil Cardone si è laureato in “Storia dell’Arte e dello Spettacolo”alla “Sapienza” di Roma e ha un vasto curriculum artistico alle spalle: “Biennale di Venezia – Padiglione Italia – Basilicata”; XV^ “Biennale de la Méditerranée” di Salonicco, in Grecia; “Word Event Young Artist” di Nottingham, in Inghilterra; IX^ “Edizione del Premio Celeste” di Roma; “New Future” di Bologna; “Mediterranea – 16ª “Biennale dei Giovani Artisti” di Ancona; “Borders & Disorders” di Venezia; “Studio 73 Art Gallery” di Brixton, a Londra; “Tesori contemporanei sul 40° parallelo nord” di Yerevan, in Armenia; etc.).
La mostra potentina, a cura dell’”Associazione Sefora Cardone ETS”ha avuto il patrocinio del Comune di Potenza.

