Sta assumendo sempre più connotati politici la querelle sorta dopo la chiusura a Potenza, il 31 dicembre scorso, delle scale mobili “Prima” per il raggiunto fine vita dell’impianto.
Da disagio per l’utenza l’attenzione mediatica si sta spostando sempre più sul rimpallo di responsabilità tra la passata amministrazione comunale di centro destra e l’attuale maggioranza di centrosinistra guidata da Vincenzo Telesca, in mezzo come ogni trama che si rispetti, la Regione Basilicata che dovrebbe fornire le somme necessarie per permettere i lavori di ammodernamento delle scale mobili e la conseguente riapertura.
Dopo che la passata settimana si era conclusa con una conferenza stampa dei consiglieri regionali e comunali di Potenza dell’area di centro destra che avevano accusato il sindaco e l’assessore alla mobilità Francesco Giuzio di essere responsabili per la chiusura dell’impianto, è arrivata la secca replica dei diretti interessati con il primo cittadino spettatore concentrato della conferenza stampa tenuta da Giuzio e da tutti i consiglieri comunali di maggioranza.
Il tema? Una narrazione falsata dei fatti ha spiegato Giuzio poiché già da dalla passata legislatura si sapeva che l’impianto sarebbe arrivato al fine vita dopo 30 anni di esercizio sicché si sarebbe potuto provvedere per tempo alla ricerca dei fondi. Di suo l’attuale maggioranza- hanno spiegato durante l’incontro con i giornalisti – ha trovato da risorse interne per garantire l’unica proroga possibile per legge dell’impianto della durata di un anno fino al dicembre scorso che è costata circa 300 mila euro.
Ora si aspetta lo sblocco atteso da maggio dei fondi del patto di coesione, circa sei milioni e mezzo di euro, per dare il via alle pratiche burocratiche che porteranno alla gara d’appalto per l’opera.

