POTENZA – “Un’azione così eclatante ingenera preoccupazioni e sollecita interrogativi, e a maggior ragione se colpisce un cantiere – quello relativo la demolizione dell’ex palazzetto CONI a Potenza – ultimamente coinvolto in vicende che hanno interessato anche il Consiglio di Stato”. Lo afferma don Marcello Cozzi, responsabile Fondazione Nazionale Antiusura Interesse Uomo.
“In attesa ovviamente del lavoro investigativo delle autorità giudiziarie – aggiunge don Marcello – non possiamo però non soffermarci sulla possibilità dolosa dell’incendio di un escavatore e sul fatto che queste scene ci rimandano a contesti nei quali la criminalità organizzata la fa da padrone. Ed è proprio questo che deve preoccuparci, ed è proprio questo che ci induce ad una serie di domande. Un’azione del genere è un avvertimento ed un segnale. Chi si rivolge a chi? Cosa c’è effettivamente in gioco? Quale nascosta partita criminale si sta consumando? Che legami si sono intrecciati fra le vecchie file (le coppole) della criminalità potentina ormai di nuovo tutti in libertà e le dimensioni evolute (giacca e cravatta) del nuovo malaffare? Come si pone in questo nuovo riassetto di equilibri la ‘ndrangheta calabrese la cui presenza in regione e nel territorio potentino è legata anche ad altri affari illeciti “Qualcosa” si muove nel sommerso di questo territorio ormai da un bel po’ di tempo, e paradossalmente il fuoco di queste ultime ore ci rimanda alla punta di ghiaccio di un iceberg. Già interrogarci significa fare da sentinelle. E questo è dovere di tutti, non solo delle autorità giudiziarie”, conclude don Cozzi.
Incendiato escavatore a Potenza, don Cozzi: “Come la punta di un iceberg”
Giovedì 8 gennaio 2026 è stato dato alle fiamme un mezzo impegnato nel cantiere relativo alla demolizione dell’ex palazzetto CONI: sul caso, di probabile matrice dolosa, indaga la Procura di Potenza

