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Politica

Chiusura scale mobili “Prima” a Potenza. Lacorazza (Pd) chiede l’audizione in Seconda Commissione del Sindaco Telesca

Redazione 8 Gennaio 2026
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Venerdì 8 gennaio 2026 – La chiusura della scala mobile prima a Potenza apre scenari incerti che dovrebbero preoccupare l’intera Regione. Non si priva soltanto il capoluogo di un presidio essenziale per il trasporto pubblico, ma si indebolisce un sistema di servizi di valenza regionale, precludendo l’utilizzo di un’infrastruttura strategica per la mobilità urbana e per la qualità della vita, con ricadute che investono l’intero territorio lucano”.
Lo dichiara il capogruppo regionale del Partito Democratico, Piero Lacorazza (foto di copertina), spiegando le ragioni della richiesta di audizione del Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, inviata ieri al Presidente della II Commissione consiliare.

“Per questo, ma non solo, è apparso urgente chiedere l’audizione del Sindaco per entrare nel merito della questione. A maggior ragione in quanto, come riportato formalmente nella richiesta, negli ultimi mesi si è intensificato il dibattito sulla Città di Potenza anche alla luce delle dichiarazioni pubbliche del Presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, che hanno alimentato l’aspettativa di un finanziamento pari a 5 milioni di euro all’anno per un triennio, a partire dal 2025, proprio per prevenire criticità di questa natura.
Si tratta di impegni che, ad oggi, non risultano onorati se non in minima parte, appena 600 mila euro di risorse non vincolate per i servizi, e che stanno producendo effetti concreti e preoccupanti. Oltre alla chiusura già decretata delle scale mobili, potrebbero infatti determinarsi riduzioni significative del trasporto pubblico locale e degli interventi sociali e scolastici”.

“Ambiti che – sottolinea Lacorazza – non riguardano esclusivamente i residenti, ma coinvolgono migliaia di utenti provenienti dalla provincia, considerando la presenza a Potenza di strutture pubbliche, sanitarie, scolastiche e giudiziarie che ogni giorno attraggono in città un numero rilevante di persone. È per questa ragione che Potenza non può essere considerata una questione circoscritta, ma rappresenta un nodo centrale nell’organizzazione complessiva dei servizi regionali”.

“La delicatezza del tema impone ogni necessario approfondimento, anche per individuare eventuali iniziative capaci di scongiurare disagi rilevanti non solo per la comunità potentina, ma per l’intero sistema regionale.
Per questo ho chiesto con sollecitudine la convocazione in audizione del Sindaco. L’audizione – aggiunge il capogruppo del Pd – costituisce inoltre un’occasione utile per verificare lo stato di avanzamento di altre questioni strategiche per la Città di Potenza, sulle quali negli ultimi mesi abbiamo concentrato la nostra azione politico-amministrativa, sempre all’interno di una visione complessiva di sviluppo della Basilicata”.

“Tra queste – evidenzia Lacorazza – la riqualificazione di Bucaletto, l’Università degli Studi della Basilicata e la prospettiva dell’Azienda Ospedaliera San Carlo.
A partire dall’impiego di 3,4 milioni di euro, rispetto ai quali abbiamo scongiurato il disinvestimento già disposto con la DGR n. 629/2024, risorse potenzialmente destinate alla realizzazione di ulteriori alloggi a Bucaletto, fino all’approvazione dell’articolo 12 della legge regionale n. 23 del 2025, che consente, nello stesso quartiere, un intervento più mirato, capace di coniugare la riqualificazione definitiva con il diritto all’abitare”.“Sul fronte universitario – afferma Lacorazza – attraverso una nostra proposta di legge, approvata all’unanimità insieme a un ordine del giorno, abbiamo ampliato la partecipazione alla Conferenza di Piano dell’Unibas includendo la rappresentanza degli studenti, le Province e le Città, tenuto conto che la sede principale dell’Ateneo è a Potenza. Una normativa che prevede anche l’indicizzazione del contributo a partire dal 2028, destinato a crescere nei prossimi anni a beneficio dell’Università”.

“Infine, resta aperta la questione relativa alla Fondazione Teatro Stabile, rispetto alla quale è necessario comprendere quale direzione si intenda assumere.
Potenza, in quanto capoluogo di Regione e città faro dell’intero territorio lucano, deve ottenere risposte certe, perché non esiste una ripartenza generale della Basilicata senza lo scioglimento dei nodi che riguardano la sua principale città. Dare risposte a Potenza significa chiarire la direzione che si intende intraprendere a ogni livello, nell’interesse non solo dei cittadini di Potenza ma dell’intera comunità lucana. Audiremo il Sindaco anche per capire se ci sono spazi di collaborazione che, come consiglieri regionali, – conclude Lacorazza – possiamo agevolare per il bene collettivo”.

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