Martedì 6 gennaio 2026 – Un tavolo permanente istituzionale con la partecipazione di tutti i soggetti sociali interessati che affianchi il Comitato di Distretto del Mobile imbottito (in fase di ricostituzione) e in sinergia con la Regione Puglia – in attesa di una rivisitazione della legge nazionale sui Distretti – ed individui le priorità da affrontare.
È la conclusione operativa dell’incontro che l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, ha presieduto oggi al Dipartimento con la presenza di rappresentanti di associazioni datoriali e sindacali e dei consiglieri regionali Cifarelli, Lacorazza, Verri, Araneo. (foto di copertina)
“Negli ultimi anni il comparto – ha detto Cupparo – è stato interessato da una profonda crisi strutturale, determinata da fattori quali l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, la contrazione della domanda, la concorrenza internazionale a basso costo e i processi di delocalizzazione produttiva, con ricadute significative sul tessuto economico e sociale del territorio.
Attualmente il distretto è caratterizzato dalla presenza di alcune grandi imprese leader (ad esempio Natuzzi) che guidano e orientano una fitta rete di piccole e medie imprese.
A fine 2025, la situazione del distretto del mobile imbottito della Murgia (tra Puglia e Basilicata) è caratterizzata da una fase di profonda riorganizzazione istituzionale e incertezza economica, segnata dal calo dell’export, dovuto ai dazi doganali (soprattutto verso gli USA), che impattano chiaramente sulle esportazioni. Gli ammortizzatori sociali hanno consentito di sostenere il reddito dei lavoratori pur con grande preoccupazione per la sorte di centinaia di persone”.
“Alla luce di tale contesto, la Regione Basilicata – ha spiegato Cupparo – ritiene necessario definire un quadro organico di azioni finalizzate alla tutela del lavoro, alla continuità produttiva delle imprese e al rilancio competitivo del distretto.
In particolare è necessario: ricostituire il distretto; effettuare un monitoraggio sulla situazione generale delle aziende del distretto; salvaguardare l’occupazione e le competenze presenti nel distretto; sostenere la continuità produttiva delle imprese; favorire il riposizionamento del settore su qualità, innovazione e sostenibilità; rafforzare il ruolo del distretto all’interno delle politiche industriali regionali e nazionali; favorire attività di formazione, riqualificazione, aggiornamento del personale e anche di riconversione come stiamo facendo per i lavoratori dell’indotto Stellantis in CIG”.
“La Regione – ha continuato – vuole assumere un ruolo attivo e responsabile nel sostegno al distretto del mobile imbottito, promuovendo un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e parti sociali, finalizzata alla difesa del lavoro, alla tenuta produttiva e alla costruzione di un modello di sviluppo industriale più solido, innovativo e sostenibile.
Nel sollecitare le parti datoriali e sindacali ad indicare le priorità da affrontare a breve, l’assessore ha evidenziato che nel Consiglio straordinario del 9 gennaio prossimo ci sarà un ulteriore momento di approfondimento e riflessione.
È importante dirlo con chiarezza: la difficoltà dell’automotive e quella del mobile imbottito non sono due crisi separate. Sono due manifestazioni di una stessa fragilità strutturale del sistema manifatturiero regionale, legata ai cambiamenti tecnologici, ai costi energetici, alla concorrenza internazionale e alla riorganizzazione delle catene produttive. L’Accordo Murgia e le misure per Melfi rispondono a questa sfida comune, non a emergenze isolate”.
“La Regione Basilicata, su questo, ha scelto di esserci – ha detto Cupparo -. È presente ai tavoli nazionali, ha cofinanziato il Contratto di sviluppo nazionale legato all’Accordo Murgiano e al Piano di rilancio industriale di Natuzzi e ha messo in campo risorse significative: ad oggi oltre 95 milioni di euro sui contratti di sviluppo, circa 30 milioni di euro sui Mini PIA, più di 6 milioni di euro per la formazione continua, 3 milioni di euro per la formazione dei lavoratori in cassa integrazione e 6 milioni di euro per incentivare le imprese che assumono lavoratori provenienti dalla platea della crisi, affiancati da una sezione speciale dei contratti di sviluppo dedicata ai territori più colpiti a cui si aggiungeranno a breve 38 milioni di euro per la ricerca industriale e altri 6 milioni per l’internazionalizzazione del sistema produttivo.
Parallelamente, la Regione ha avanzato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la richiesta di aiuti temporanei, coerenti con il quadro europeo sugli aiuti di Stato, per sostenere imprese e occupazione in questa fase di trasformazione”.

