Martedì 6 gennaio 2026 – Analisi della Uilm Basilicata della situazione industriale ed occupazionale della Basilicata all’inizio d’anno.
Una siutazione che desta non poche preocupazioni.
“Il 2026 si apre con molte incognite per il lavoro e per l’industria in Basilicata, ma una cosa è certa: la UILM Basilicata – si afferma in una nota – continuerà il proprio impegno senza interruzioni, con coerenza, serietà e responsabilità, mettendo al centro il futuro industriale della regione.
Il nuovo anno sarà decisivo per lo stabilimento Stellantis di Melfi, chiamato alla ripartenza dei nuovi modelli. Una ripartenza che può rappresentare una svolta, ma che resta ancora condizionata da troppe incertezze legate alle scelte europee sulla transizione industriale.
Da un lato la Commissione Europea procede con decisioni parziali, dall’altro il Parlamento Europeo non ha ancora chiarito se l’Europa intende essere solo l’Europa delle regole o l’Europa che non lascia indietro nessuno.

La UILM Basilicata non si è mai fermata e non si fermerà: le nuove vetture prodotte a Melfi devono essere equipaggiate con motorizzazioni realmente vendibili sul mercato, affinché il 2026 possa diventare l’anno del rilancio di uno stabilimento e di un’intera area industriale strategica per il Paese.
Se Melfi rappresenta il perno industriale, l’indotto resta il settore che ha pagato il prezzo più alto della crisi, una sofferenza aggravata dalla mancanza, negli ultimi anni, di una strategia chiara e di una reale attenzione da parte di Stellantis.
Per questo – prosegue la nota – il 14 gennaio si apriranno al MIMIT i primi tavoli sulle vertenze Brose e PMC, perché l’industrializzazione non può avvenire lasciando indietro i lavoratori della logistica. Una vera ripresa produttiva deve creare nuove opportunità anche in questo settore.
Serve però un’azione organica per l’intero indotto, capace di accompagnare la ripresa con percorsi strutturati di riqualificazione professionale.
Resta aperta anche la vertenza Smart Paper, una delle crisi più gravi della Basilicata. Attendiamo la convocazione di un tavolo ministeriale per chiarire definitivamente quale futuro si intende dare a un settore che in Italia sta perdendo decine di migliaia di posti di lavoro.
Accanto a Melfi e Potenza, la UILM Basilicata richiama l’attenzione anche su Matera.
A partire da Mermec, chiediamo da mesi l’apertura di un tavolo di confronto perché solo attraverso dialogo e condivisione è possibile costruire il rilancio dell’industria metalmeccanica anche sul territorio materano.
Continueremo inoltre a sostenere le grandi realtà industriali di Potenza, dall’Italtractor alla Siderpotenza, che necessitano di interventi concreti e immediati. In particolare, è ormai indispensabile aprire un tavolo di confronto vero sui temi energetici per l’industria in Basilicata, finalizzato all’abbattimento dei costi energetici per le aziende. Senza una risposta strutturale sul costo dell’energia non può esserci competitività né tutela dell’occupazione.

PETROLIO: BASTA ANNUNCI, SERVONO SCELTE INDUSTRIALI
Un capitolo centrale riguarda il petrolio. È arrivato il momento di dire con chiarezza che non sono più accettabili progetti annunciati e mai realizzati.
La Basilicata non può continuare a essere una terra da cui si estraggono risorse senza costruire sviluppo, lavoro e futuro.
Per troppi anni il petrolio ha prodotto solo royalties, senza una vera strategia industriale, senza filiere produttive, senza occupazione stabile. Questa stagione deve finire.
Oggi è necessario programmare il futuro industriale delle aree interessate, con investimenti concreti, tempi certi e impegni vincolanti.
I lavoratori del comparto energetico e dell’indotto non possono più vivere nell’incertezza.
Serve una visione di lungo periodo che trasformi le risorse energetiche in occupazione qualificata, innovazione e riconversione industriale.
La UILM Basilicata chiede l’apertura immediata di un confronto serio e strutturato con Governo, Regione e aziende, perché il futuro industriale non si improvvisa e non si rinvia. Senza programmazione non c’è sviluppo, senza sviluppo non c’è lavoro.
Nei prossimi giorni partirà una vasta campagna di assemblee in tutti i luoghi di lavoro per illustrare l’ipotesi di accordo firmata a dicembre, che prevede un aumento di 205 euro, e per condividere il documento programmatico unitario dei metalmeccanici.
Il 2026 segna infine l’avvio della fase congressuale della UILM Basilicata, che si concluderà il 16 e 17 aprile 2026, un percorso fondato su ascolto, confronto e partecipazione.
La UILM Basilicata continuerà a battersi affinché la ripresa industriale sia reale e non lasci indietro nessuno.

