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EconomiaLavoro

I dati della Fim Cisl sulla produzione nello stabilimento Stellantis di Melfi: nel primo trimestre 2025 calo del 64,6%

Per la Fim Cisl i dazi aggraveranno ulteriormente la situazione

Redazione Web 9 Aprile 2025
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Mercoledì 9 aprile 2025 – Il dato produttivo sul primo trimestre rispetto all’anno precedente relativamente allo stabilimento Stellantis di Melfi è fortemente negativo -64,6%, che va a sommarsi alle forti riduzioni degli ultimi anni.
E’ quanto emerge dal report presentato a Torino dalla Fim Cisl.
Il dato in termini assoluti si attesta in maniera preoccupante al di sotto delle 10 mila auto, precisamente a 8.890 unità.
E’ lo stabilimento che in termini di volumi, insieme a Pomigliano, che perde la maggiore quantità di auto, con 16.210 unità in meno rispetto al 1° trimestre 2024.
Se lo rapportiamo al periodo pre-covid, il 1° trimestre 2019 la perdita è ancora più pesante: -58.029 auto (-86%). Dopo lo stop produttivo di 500x attualmente vengono prodotte Jeep Compass e Jeep Renegade con 8.675 unità ed è iniziata la produzione della DS8 con le prime duecento auto. Nel primo trimestre gli stop produttivi collettivi sono stati complessivamente 13 giorni gestiti con il CDS, pari a circa 61 turni in CDS. Negli altri giorni l’utilizzo del CDS è stato circa del 65% pari ad una media di circa 3.000 lavoratori ogni giorno.

Il venir meno di quote rilevanti di produzione ha comportato delle ripercussioni negative in termini occupazionali, affrontate con vari strumenti alternativi ai licenziamenti, come le incentivazioni all’uscita su base esclusivamente volontaria.
Dal 2021 ad oggi ha coinvolto quasi 2 mila lavoratori, portando l’occupazione a quota 5.050.
La situazione di Melfi nella sua complessità è nel pieno della fase di transizione verso i nuovi nuovi modelli multibrand sulla piattaforma BEV STLA Medium.

In particolare a seguito della nostra pressione il gruppo Stellantis ha rivisto la strategia e per garantire maggiori volumi produttivi, ha previsto per quasi tutti i modelli, tranne per la DS8 per questioni di tempi, anche le rispettive versioni ibride portando a 7 le tipologie di modelli dai 4 originari del primo piano. Questo dovrebbe dare più prospettive in termini di volumi, rispetto al solo full elettrico ipotizzato dall’ex Ceo Carlos Tavares.

Il cronoprogramma comunicato negli incontri ufficiali per l’avvio delle nuove produzioni e l’intreccio con le attuali prevede nello specifico, a partire dai primi mesi del 2025, la produzione della prima DS8 elettrica, seguirà a giugno dello stesso anno, l’avvio della Compass elettrica, entro la fine del 2025 partiranno le preserie della Compass ibrida, con l’avvio della produzione ufficiale nel primo semestre del 2026, insieme alla DS7, disponibile sia in versione elettrica che ibrida. Nel secondo semestre del 2026 inizierà invece la produzione della nuova Lancia Gamma, anch’essa prevista nelle versioni elettrica e ibrida.
La produzione stimata prevista dall’azienda a regime andrà oltre le 200 mila vetture anno, che secondo la direzione aziendale dovrebbe saturare l’impianto, ma che dovremo verificare nel corso della crescita produttiva.

Anche per l’indotto la situazione è critica, anche se l’azienda ha modificato l’atteggiamento garantendo maggior responsabilità.
C’è la necessità – sostiene la Fim Cisl – di garantire l’uso di ammortizzatori.
Stiamo agendo a livello istituzionale, sia ministeriale che regionale, – si precisa nella nota – per avere tutte le garanzie legate ed evitare impatti negativi a livello occupazionale, bisogna dare priorità nelle forniture alle aziende del comprensorio, ma nel contempo, bisogna sostenere le aziende fornitrici nel processo di ammodernamento e di transizione verso le nuove produzioni. Inoltre, è indispensabile agire sull’accordo di programma e sulle strumentazioni a disposizione nelle aree di crisi complessa per attrarre altri nuovi investimenti e per tutelare i lavoratori dell’area di Melfi.

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