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Letto Automotive, la crisi del settore non la paghino i lavoratori
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Automotive, la crisi del settore non la paghino i lavoratori

Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr sollecitano riforma degli ammortizzatori sociali e sostegno al reddito

Redazione Web 13 Marzo 2025
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Giovedì 13 marzo 2025 – A causa della crisi del settore automotive e del bassissimo livello di vetture prodotte nelle fabbriche italiane, i lavoratori di Stellantis e ancor di più delle imprese dell’indotto stanno pagando un prezzo altissimo.
Lo denunciano in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr.
Per questo motivo al tavolo automotive, che si terrà venerdì 14 marzo al Mimit, chiederemo non solo di definire un piano di rilancio del settore, ma anche di varare una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali.
Occorre ripristinare il fondo automotive nella sua interezza per supportare l’intero settore,
completare il lancio di modelli ibridi in tutti gli stabilimenti Stellantis, chiarire il futuro di
Termoli e delle altre fabbriche della meccanica, nonché modificare il sistema di ammortizzatori
sociali, per apprestare strumenti che tutelino l’occupazione e pesino meno su lavoratori e
imprese.
Chiediamo di avviare un confronto con Governo, Regioni, Stellantis e imprese dell’indotto – sollecitano i responsabili sindacali – per sostenere il reddito dei lavoratori e al contempo avviare piani di riqualificazione professionale.
Un precedente utile è rappresentato dall’intesa siglata con la Regione Piemonte, che ha
previsto un’integrazione per i lavoratori connessa però all’effettivo svolgimento di percorsi di
formazione.
In questa fase di transizione anche l’UE – si sostiene nella nota – non dà la risposte attese e per contrastare il rischio deindustrializzazione oltre a risorse e investimenti pubblici e privati, c’è bisogno anche di nuovi ammortizzatori sociali adeguati nella durata che tutelino l’occupazione e vincolino le aziende al loro utilizzo anche attraverso una rimodulazione degli oneri. Le criticità per quanto riguarda l’automotive sono le medesime per il trasporto pesante e quindi, per quanto riguarda il nostro Paese, Iveco.
Chiederemo – conclude la nota – una azione congiunta a Governo, Regioni, Stellantis e imprese dell’indotto, per superare le attuali criticità e costruire un sistema di ammortizzatori sociali più equo, efficace e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze di imprese e lavoratori, oggi costretti a vivere spesso con poco più di mille euro al mese.

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