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Letto L’8 marzo sciopero e presidio dei lavoratori della logistica di Melfi
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Ufficio Stampa Basilicata > Blog > IN EVIDENZA > L’8 marzo sciopero e presidio dei lavoratori della logistica di Melfi
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L’8 marzo sciopero e presidio dei lavoratori della logistica di Melfi

Indetto da Uilm, Uiltrasporti, Fismic e Fast Confsal che denunciano la difficile situazione del comparto: circa il 75% dei lavoratori è in cassa integrazione, molti dei quali a zero ore lavorative a causa della mancanza delle attività

Redazione Web 6 Marzo 2024
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Mercoledì 6 marzo 2024 – Uilm, Uiltrasporti, Fismic e Fast Confsal hanno indetto per l’8 marzo prossimo uno sciopero generale di otto ore dei lavoratori della logistico di Melfi (1° turno dalle ore 06.00 alle ore 14.00. Turno centrale dalle ore 8.00 alle ore 17.00. 2° turno dalle ore 14.00 alle ore 22.00. 3° turno dalle ore 22.00 alle ore 6.00. Dalle 10 presidio davanti alla sede della Regione a Potenza.
I motivi sono illustrati in una nota congiunta.
“La difficile situazione che il comparto della logistica sta attraversando a seguito dei cambiamenti in atto, dell’internalizzazione delle attività da parte di Stellantis e dei tanti, troppi interrogativi legati alla transizione ecologica, – si precisa – è il tema centrale delle misure da mettere in campo immediatamente per i lavoratori di Melfi.

Attualmente circa il 75% dei lavoratori del settore della logistica è in cassa integrazione, molti dei quali a 0 ore lavorative a causa della mancanza delle attività.

Questa realtà drammatica – denunciano i sindacati – è ulteriormente aggravata dalle difficoltà interne alla SGL ad esempio, con soltanto il 30% dei lavoratori posizionati, così come i lavoratori ITS; senza trascurare la vertenza di circa 100 lavoratori di FDM e LAS, di cui il 95% è in cassa integrazione a 0 ore; o anche la sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori della Logistica Cassino, precedentemente in sub appalto alla Yazaki Europe, con altri lavoratori provenienti da altre regioni avvenuto attraverso una semplice PEC.

Questa ultima decisione ha impattato pesantemente sulla stabilità lavorativa e ha contribuito ulteriormente alla precarietà del settore.
La crisi che stiamo affrontando è complessa e multifattoriale: dalla crisi del settore automobilistico, alle mancate risposte della politica nazionale e lucana.

Tuttavia, – precisano i responsabili sindacali – siamo determinati a difendere i nostri posti di lavoro e cercare soluzioni concrete.
Chiediamo alla politica nazionale e locale di agire concretamente e convocare il tavolo di Melfi, promesso dal ministro Urso ma non ancora realizzato.

Gli investimenti annunciati dal presidente Bardi, legati all’area di crisi complessa di circa 500 milioni di euro, devono essere trasparenti e mirati a salvare il lavoro a Melfi e a promuovere una riqualificazione industriale che coinvolga e qualifichi i lavoratori per le sfide del futuro.

La situazione è chiara e richiedere azioni decise da parte di tutti noi; per difendere i posti di lavoro ognuno deve metterci del suo ed impegnarsi attivamente.

Uniti per la difesa dei lavoratori, siano determinati a superare questa crisi e a costruire attraverso un nuovo patto per Melfi una nuova storia di successo per l’industria automobilistica lucana.

Di fronte a tale quadro, che conferma una situzione di sofferenz diffusa – conclude la nota – i sindacati chiedono al Presidente Bardi e all’assessore Casimo di ricevere le organizzzioni sindacali e una delegazione dei lavoratori allo scopo di rendere esigibili le rivendicazioni.

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