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Letto L’Unione Lucana del Lagongrese all’unanimità dice un netto no all’autonomia differenziata
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Ambiente e TerritorioPolitica

L’Unione Lucana del Lagongrese all’unanimità dice un netto no all’autonomia differenziata

Redazione Web 9 Febbraio 2024
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Venerdì 9 febbraio 2024 – L’Unione Lucana del Lagonegrese all’unanimità dice un netto “NO ALL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA”, ritenendo che la stessa verrebbe duramente a colpire non soltanto l’intera Regione Basilicata ma in particolare questa area per cui nell’esprimere il proprio dissenso fa richiesta al Governo di fermare tale scellerato progetto legislativo.
Lo afferma il Presidente dell’Unione, Gianni Pittella. (foto di copertina)

Il Senato della Repubblica Italiana il 16 gennaio scorso ha avviato la discussione sul DDL cosiddetto “CALDEROLI“ , che dà la facoltà alle regioni a statuto ordinario di chiedere “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”, arrivando anche a 23 materie (c. 3 art 116 Cost.), progetto che porterebbe alla disgregazione dell’unità della repubblica e all’aumento delle diseguaglianze tra Nord e Sud.

Il Parlamento, così, verrebbe completamente esautorato. I livelli essenziali dei diritti sociali e civili saranno definiti dal governo con il supporto di organi tecnici, mentre il Parlamento sarà chiamato solo a dare un parere.
Ė possibile – si chiede Pittella – che a definire questi livelli siano organi esecutivi e tecnici? Non è di competenza del Parlamento decidere sui diritti fondamentali?

I Comuni, cioè gli enti chiamati a gestire molti dei servizi sociali, non avrebbero dovuto essere parte attiva nella determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP)? Non dovevano essere i/le cittadini/e chiamati/e a esprimere le loro valutazioni sui servizi sociali e dunque sui livelli essenziali dei diritti fondamentali?

Le associazioni, i sindacati, gli enti del Terzo Settore non avrebbero dovuto avere un ruolo nella definizione dei livelli delle prestazioni?

Si corre il rischio pertanto – conclude Pittella – il forte rischio di passare da una Repubblica parlamentare, nella quale i Comuni sono un presidio democratico e di partecipazione, ad una Repubblica fondata sugli accordi tra governo e Regioni.
Per questo Motivo Ribadisce il proprio NO al progetto Legislativo”.

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