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Letto A scuola di… disobbedienza civile
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A scuola di… disobbedienza civile

USB - Ufficio Stampa Basilicata 13 Novembre 2020
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Venerdì 13 novembre 2020 – Da insegnante mancato – facemmo il primo corso abilitante che fu indetto in Italia – siamo andati indietro con la memoria per ricordarci cosa ci veniva detto. E cioè che “un insegnante deve essere un educatore”.

Fatto questo personale riferimento – ne chiediamo scusa – non possiamo non esprimere lo sconcerto per le vergognose dichiarazioni rilasciate alla Tgr Basilicata dal professore “negazionista” Ferdinando Brescia, docente del Liceo Scientifico “Federico II” di Melfi, sull’emergenza sanitaria tuttora in atto e denunciate in un comunicato stampa dell’Unione degli Studenti di Melfi.

“Nel Liceo Federico II di Svevia – scrivono gli studenti – ben due docenti coniugati sostengono sui loro profili social che quella che stiamo vivendo sia una dittatura sanitaria e tutti coloro che indossano la mascherina sono ritenuti dagli stessi Covidioti e Pandementi, senza ovviamente dimenticare di definire la stessa mascherina come un bavaglio e riferendo, nei confronti degli stessi alunni che commentano esprimendo il loro disaccordo, termini quali ritardati ed addirittura augurando il Cancro ad alcuni studenti“. (LEGGI ARTICOLO COMPLETO)


Fare quelle dichiarazioni, invitare alla disobbedienza civile – perché di questo si tratta – esprimendo giudizi pesanti sui provvedimenti del Governo per contrastare l’epidemia, con giudizi altrettanto vergognosi su quanti le osservano e con altrettanto vergognosi giudizi (scusate se ci ripetiamo) post su Facebook (poi rimossi).

Ne riportiamo uno tra i tanti mandato in onda dal collega Gianni Quagliarella nel suo servizio per la Tgr Basilicata:

“Allora: voi pandementi chiusi in casa con la mascherina, noi liberi di uscire senza mascherina. Moriremo? Ma non rompeteci più il c…”.

Tutto questo è sufficiente per giudicare un insegnante, il comportamento del quale – unitamente a quello della moglie anche lei insegnante nello stesso Istituto – ha provocato reazioni a più livelli. Il Ministro dell’Istruzione ha preannunciato l’invio di un’ispettrice che relazionerà alla Dirigente del Miur, come sollecitato dalla stessa Unione degli Studenti di Basilicata.

Me c’è di più. Nelle dichiarazioni alla Tgr di Basilicata il professor Brescia, nell’inopportuno e mal riuscito tentativo di giustificarsi, fa riferimento alla difficile situazione familiare, avendo un figlio autistico.

È insorta, e a buon ragione, l’associazione Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) di Basilicata. In una nota inviata alla stampa, la presidente, Giuliana Lordi, afferma: “Come genitore di un ragazzo autistico e Presidente di Angsa Basilicata, vorrei dire ai due docenti di Melfi ,che usare l’autismo del proprio figlio per coprire il loro negazionismo nei confronti del Covid e’ squallido, ed e’ poco rispettoso nei confronti delle tante famiglie che lottano in questo periodo con ancora piu’ fatica. Abbiate rispetto almeno per i nostri figli!!!!!!”

Presidente Lordi, la sua accorata e comprensibile reazione sarà compresa dal professor Brescia? Vogliamo augurarcelo ma temiamo che quando si assumono atteggiamenti così irresponsabili, diseducativi, la possibilità che ciò avvenga è tutta da dimostrare.

Intanto il professor Brescia provi almeno a chiedere scusa a lei e ai suoi studenti. È il minimo che possa fare in attesa delle decisioni del Ministro.

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