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Omicidio Greco. Faida tra clan?

USB - Ufficio Stampa Basilicata 1 Giugno 2019
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ito di pronta ed immediata attività d’indagine svolt’l a in relazione all’omicidio di Antonio GRIECO, avvenuto in Montescaglioso in data 27.05.2019, la DirezioneDistrettuale Antimafia ha acquisito gravi indizi di colpevolezza che hanno  consentito  l’adozione  e l’esecuzione  di  un Decreto di Fermo del P:M nei confronti di Giuseppe D’Elia di Montescaglioso.
Il provvedimento restrittivo oltre che per il delitto di omicidio, è stato eseguito anche per il delitto di porto illegale d’arma da fuoco.

Le indagini , coordinate dalla DDA, sono state condotte dalle Squadre Mobili di Potenza e Matera dal momento del delitto avvenuto intorno alle ore 18,30 del 27.5.2019.

Sulla base degli accertamenti svolti è risultato che la vittima, attirato all’interno di un bosco nei pressi di Montescaglioso, è stato prima raggiunto da colpi d’arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata ( con colpo di grazia alla nuca) e successivamente trascinato e poi fatto rotolare per oltre 40 metri in un dirupo posto nei pressi, dove è stato recuperato dai Vigili del Fuoco.

Sulla base delle attività d’indagine svolte, sono stati acquisiti concreti elementi che hanno consentito l’individuazione dell’autore del delitto in Giusweppe D’Elia il quale si era dileguaro dopo l’omicidio, con l’autovettura della vittima, rinvenuta in seguito in agro di Ferrandina.

Il delitto, eseguito con modalità tipicamente mafiose, sulla base  degli clementi  raccolti, deve inquadrarsi in un ampio e articolato contesto  di  criminalità  organizzata  e  di contrasto fra gruppi contrapposti impegnati nel traffico dì armi e droga.

.

D’Elia è stato individuato e localizzato  in provincia  di Potenza, in agro del comune di Rionero in Vulture, dove insieme alla moglie, aveva trovato rifugio presso l’abitazione di Raffaella Asquino arrestata in  flagranza  di  reato per per favoreggiamento personale.
Asquino è moglie  di  Donato Prota,  attualmente detenuto, affiliato al clan “Delli Gatti-Di  Duro” di  l\fclfi,  condannato  anche  in  appello per l’omicidio dì Bruno Augusto Cassotta..

D’Elia, già esponente dello storico clan “ Zito-D’Elia”  di Montescaglioso (contrapposto al gruppo facente capo ad Alessandro , espressione lucana del clan  “Modeo’‘  di Taranto ) aderiva sul finire degli anni ’90 al nascente progetto criminale dei cosiddetti “Basilischi”, diventando riferimento territoriale della cellula operante nella zona di Bernalda/ Montescaglioso .

DìElia intanto era entrato in contatto con gli esponenti potentini della criminalità organizzata, ivi compresi quelli operanti nel zona del Vulture-Melfeseverosimilmente grazie anche alla detenzione in carcere.

D’Elia è stato successivamente affidato ai servizi  sociali,  ma dalle indagini svolte è emerso che, piuttosto che reinserirsi socialmente, si era invece reinserito nel mercato della droga e del traffico delle armi, imponendosi sul territorio di ivlonetescaglioso e comuni viciniori, come punto di  riferimento  e  raccordo  con  altre realtà criminali.

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